Giorgio, il syncronette «Io ballo nell’acqua e non scherzate. Sennò...»

Strana storia quella del nuoto sincronizzato. Nato come disciplina esclusivamente maschile alla fine dell’Ottocento, è diventato off-limits agli uomini durante gli anni ’20, per poi affermarsi esclusivamente come sport femminile in seguito ai celebri balletti acquatici di Esther Williams a metà del secolo scorso. Soltanto negli ultimi 15 anni, spinto dai balletti acquatici dello statunitense Bill May, il sincro maschile è tornato alla ribalta, trascinando dietro di sé un bailamme di perfide allusioni e di battutine ironiche.
Ma è stata la svolta. Il prossimo 11 aprile, infatti, a Milano si terrà il terzo torneo internazionale di sincro riservato ai soli uomini. Un torneo soltanto amatoriale, perché la declinazione maschile di questo sport è «ammessa» nelle pieghe dei regolamenti, ma ancora non riconosciuta a tutti gli effetti dal Comitato Olimpico.
In Italia l’unico esponente a livello agonistico di questo sport è il giovane Giorgio Minisini, 12 anni e una voglia matta di piroette sott’acqua. Sua madre è Susanna De Angelis, ex syncronette e ora affermata allenatrice, ma Giorgio si schermisce subito: «Lei non c’entra nulla con la mia scelta».
E allora, com’è possibile che un bambino di soli cinque anni chieda ai propri genitori di volersi tuffare nel nuoto sincronizzato? «Semplice - spiega Giorgio -, ho visto una gara di nuoto sincronizzato dove gareggiava anche Bill May, uno dei syncronette più famosi degli Stati Uniti d’America, sono rimasto colpito dai suoi movimenti in acqua e ho chiesto ai miei genitori di provarci anch’io».
Il risultato? Più che ottimo, visto l’inizio. Oltre ad una svariata manciata di titoli regionali, due anni fa Giorgio ha sfiorato il titolo nazionale nella sua categoria dove è finito secondo in mezzo ad una miriade di ragazzine. Perché al momento l’unico problema per il giovane «delfino di Ladispoli» è questo: costretto a confrontarsi solamente con avversarie, in uno sport che ancora fatica ad accettare una categoria tutta maschile. «Se qualcuno mi sfotte per lo sport che faccio - incalza - gli chiedo di tuffarsi insieme a me e di provare a copiare i miei movimenti: senza muscoli nel nuoto sincronizzato non si va da nessuna parte. Ma la maggior parte dei miei amici si domandano meravigliati come io possa fare certe acrobazie sott’acqua: uno di loro voleva persino iniziare ad allenarsi con me».
Senza muscoli si va a fondo insomma, e Giorgio sembra non essere mai sazio di sport. «Non faccio solo nuoto sincronizzato - esclama sorridendo -. Da 7 anni mi diverto anche con il taekwondo: qualche mese fa ho superato l’esame di cintura nera secondo dan, e ho anche vinto una medaglia d’argento ai campionati nazionali». E se gli si domanda di scegliere tra uno dei due sport risponde: «Una scelta difficile che spero di dover prendere il più tardi possibile. Intanto mi alleno duramente in entrambi gli sport anche se continuo a sognare una gara di doppio misto con altre coppie». Di nuoto sincronizzato, naturalmente.