IL GIORNALE, CASA DI TUTTE LE POESIE

Cosa c’entrano i pomodori di Cervo Ligure, le cartoline dalle vacanze, il piacere di vedere giocare a calcio, il muro dei tifosi rossoblù e un viaggio nel piacere per i cinque sensi, siano essi una beauty farm o le dolci colline del Basso Piemonte?
Apparentemente, sono tutte cose che non c’entrano niente una con l’altra. Ma, per chi legge il Giornale e in particolare queste pagine di Genova e della Liguria, un filo sottile che le collega c’è. Ed è la poesia, la dolcezza, il piacere di aprire la finestra, di guardare il mondo e di scoprire quanto sa essere bello. Un filo conduttore dolcissimo che unisce i nostri lettori. Che, come ho spiegato mille e mille volte, non sono semplici lettori. Sono un popolo.
Andiamo per ordine, e vi spiego. Partendo proprio dal più piccolo degli eventi che, però, è la spia di quanto è grande questo popolo. Da qualche settimana, la mia scrivania è inondata di cartoline dalle vacanze. Di persone che conosco, certo. Ma anche di persone che riconosco solo dalla calligrafia, dal nome, a volte nemmeno da quelli. Sono lettori che sono andati in vacanza e che, anche in vacanza, non si dimenticano di noi. Anzi, fanno la cosa che si fa quando ci si rivolge a coloro ai quali si vuole bene: scrivere una cartolina. Sono lettori che, a seconda dell’occasione, diventano amici o editorialisti, comunque parte di un progetto e di una famiglia. Ecco, questo cumulo di cartoline è un grandissimo regalo, qualcosa che rende ancor più bello il nostro lavoro e ancor più speciali queste pagine. In una parola, poesia.
Ma è poesia, poesia pura, anche leggere in questi giorni alcuni interventi sul «Muro dei tifosi rossoblù», alcuni dei quali parlano di noi. Funziona così: si va su www.grifoni.net, si raggiunge l’indirizzo «muro» e si legge. Si leggono, soprattutto (...)