Il Giornale online: gran bella diavoleria

Granzotto risponde al lettore Bellomo: "Anch'io amo leggere il giornale sul supporto cartaceo. Però, creda, l'edizione online ha i suoi bei vantaggi"

Caro Granzotto, ci conosciamo da tanto tempo (sono il tradizionale lettore dal primo numero) e dunque mi rivolgo a lei come a un amico: cosa sono tutte queste diavolerie? Ho visto un'intera pagina che pubblicizzava il fatto che il mio Giornale sarebbe andato, non so bene come, on line sull'iPhone, che dal nome presumo che sia un telefonino. Ci spiegano che questo rappresenta una svolta per l'intero mondo dell'informazione e la sua fruizione. Sono vecchio, ma non rimbecillito e sto al passo coi tempi, ma il Giornale on line proprio non lo posso accettare. Sarei disposto a cercarmelo a chilometri di distanza se non lo dovessi trovare all'edicola sotto casa. Mi piace sentirlo in mano il mio Giornale, mi piace il rumore che fa mentre lo sfoglio e il profumo di carta e inchiostro. E poi mi piace mettermelo in tasca, cosa che non credo si possa fare con l'edizione on line. Dica al direttore che per quanto mi riguarda ha buttato via i soldi.

Glielo dirò, caro Bellomo, ma lei intanto ci ripensi. Sono anch'io di quelli a cui il giornale piace leggerlo sul «supporto cartaceo» e non mi ci vedrei, il mattino, aprire l'uscio di casa senza trovare sull'apposita mensola l'ordinata pila di quotidiani che un'anima generosa, Dio la benedica, deposita alle sette in punto. Domeniche comprese. Però, creda, l'edizione on line ha i suoi bei vantaggi.

C'è un sacco di roba, i blog, la community, i filmati, il meteo aggiornato e una infinità di notizie oltre, vada sé, l'intero Giornale. Ora, non capita tutti i giorni di avere bisogno dell'archivio, ma quando serve rileggersi quella notizia, quella informazione, quei dati una volta toccava recarsi a Milano, in via Gaetano Negri 4. Oggi con un paio di clic è fatta, vuol mettere la comodità?

Sempre militando tra i partigiani della carta, devo poi correggerla, caro Bellomo: a partire da venerdì prossimo ebbene sì, sarà possibile avere in tasca anche il Giornale on line. Con quell'oggettino chiamato iPhone. Io, quell'oggettino, l'ho adottato diverso tempo fa (proveniente dagli Stati Uniti e debitamente «craccato», come s'usa dire fra noi iPhonofili, cioè sbloccato, reso compatibile con le reti telefoniche italiane. Magari è un reato, ma ormai è fatta) e le dico subito che per le prime due settimane è come una droga.

Non riesci a staccartene, a smettere di esplorarne le moltissime funzioni, a rimpinzarlo di applicazioni (ce ne sono a disposizione centinaia). A giocarci, insomma. Tutto con il polpastrello che semplicemente sfiorando attiva, spegne, volta le pagine, capovolge, ingrandisce, rimpicciolisce, scrive, invia. Che roba! E vuoi sapere che tempo fa a Catania o a Tokio? Fatto. E vuoi sapere come va la Borsa? Fatto. E voi sapere come andare da via Buonarroti a piazza Indipendenza o da Cinisello Balsamo a Zafferana Etnea? Fatto. C’è You Tube, c’è iTunes e da venerdì prossimo pure il Giornale.

Si spediscono e si ricevono le mail come niente e come niente si «entra» in Internet. Non bastasse, tutto ciò che c’è dentro l'iPhone (rubrica telefonica, agenda, note, fotografie, musica eccetera) può essere riversato sul computer. E viceversa. Poi, passata la sbornia, uno magari se ne serve solo per telefonare, per annunciare: «Butta la pasta!», ma anche così creda a me, caro Bellomo: quell'oggettino è una gran bella diavoleria.