Il Giornale è solo vostro

Caro Galgano Palaferri,
innanzitutto ti ringrazio per il «tu». Noi non ci conosciamo, nel senso che non ci siamo mai visti, ma il «tu» è la miglior fotografia del rapporto che si sta costruendo con i nostri lettori. Un rapporto in cui magari non ci siamo mai visti in faccia, ma ci sentiamo parte di un’unica famiglia. Forse, sarebbe meglio dire di un popolo, dove non necessariamente la si pensa tutti allo stesso modo (anzi!), ma si è liberi di discutere, di dialogare, di portare avanti idee comuni. Spesso più forti di quelle della politica. E che altrettanto spesso superano sbarramenti e steccati senza guardare in faccia a nessuno. Ci piacciono le idee, non le ideologie.
In questo rapporto di stima, di franchezza, di amicizia verrebbe da dire, le critiche sono le benvenute. Le tue, per esempio, assolutamente benevole, colgono nel segno. E cerco di risponderti nel merito: per quanto riguarda la dizione «ingombro pubblicitario» si tratta di (orrido) gergo giornalistico, che non nasconde alcun giudizio di valore, ma serve solo a definire lo spazio occupato dalle inserzioni pubblicitarie. Anzi, ne approfittiamo una volta di più per ringraziare tutti i nostri inserzionisti, sempre più numerosi, e i nostri straordinari pubblicitari della Arcus, che sono una delle anime e della forza di questo Giornale di Genova. Si possono avere le idee più belle del mondo, ma senza i conti in ordine le belle idee non portano a nulla. E credo che l’espressione «linfa vitale» sia azzeccatissima.
Seconda rapidissima questione. Il mio riferimento ai lettori lombardi era dovuto solo e unicamente al fatto che, per tutto il mese di agosto, fino a domenica, abbiamo prestato due pagine alla cronaca di Milano. Ma è naturale che vogliamo ugualmente bene ai lombardi, ai piemontesi, ai torinesi che affollano la riviera di Ponente e a tutti i turisti che comprano il Giornale nella nostra regione. E, se facciamo qualche campanilismo, lo facciamo solo per noi liguri.
Detto questo, ti ringrazio una volta di più per le tue parole, che sono quelle di tanti lettori, turisti e liguri. Continueremo su questa strada, riservando sempre più spazio al dialogo con i lettori e alle lettere, cuore e anima di queste pagine. E’ la strada che ci chiedete ed è la strada che seguiremo: in questa redazione non c’è spazio per giornalisti che si credono chissachì solo perchè hanno un tesserino dell’Ordine in tasca.
Questo Giornale non è nostro. E’ solo vostro. Lo dicono tutti e, salvo eccezioni, è retorica. Ecco, cerchiamo di essere l’eccezione.