Con «il Giornale» viaggeremo nel sapere

Tutti i segreti del mondo in cui viviamo dall’età della pietra a Internet

Nino Materi

La scimmia ha il dito in bocca e al suo fianco campeggia una domanda: «Ma quanto ci siamo evoluti?». È l’immagine pubblicitaria che il Giornale ha scelto per illustrare l’Enciclopedia della Scienza: un’opera inedita di 15 volumi, realizzata da un comitato scientifico di 250 professori universitari; 6000 fotografie e immagini a colori per un totale di 11 mila pagine.
Lunedì 5 settembre il primo dei due volumi dedicati all’universo sarà in regalo, mentre il secondo (in edicola da martedì 6 settembre) costerà 12,90 euro. Da martedì 13 settembre (e per i successivi 9 martedì) saranno inoltre disponibili i dvd della collana «Viaggio nella Scienza» prodotti da Bbc, Channel 4 e Cinehollywood: il primo dvd avrà il prezzo lancio di un euro, gli altri costeranno 8,90 euro.
Realizzata in collaborazione con Federica Motta Editore, l’Enciclopedia della Scienza ha le carte in regola per entrare nelle scuole e nelle famiglie desiderose di aggiornarsi: una lettura agile e ricca di contenuti (priva però di tecnicismi da «iniziati» o «addetti ai lavori»), nel solco della tradizione del Giornale che nel 2000 fu il primo giornale italiano a dedicare - in collaborazione con Alessandro Cecchi Paone e la sua Macchina del Tempo - un’intera pagina quotidiana ai temi della scienza.
Da lunedì prossimo intraprenderemo quindi un altro viaggio avvincente: si parte con il primo volume sull’universo, la sua nascita e la sua evoluzione; e poi il sistema solare, l’osservazione e l’esplorazione del cosmo. In seguito torneremo sulla Terra spiegando i misteri dei terremoti, dei vulcani, degli oceani; non tralasceremo il clima, la meteorologia e i fenomeni atmosferici. Spazio anche all’ambiente con capitoli su sistema ecologico, sviluppo sostenibile e salvaguardia del pianeta. Di grande attualità i due volumi sull’energia e le fonti rinnovabili: dal gas al carbone, dal petrolio al nucleare. E poi i libri su vita, salute, matematica, mente e comunicazione.
Il tutto all’insegna di una linea divulgativa che, negli ultimi anni, si è rivelata la vera carta vincente per «catturare» nuovi lettori. Il successo delle pagine scientifiche sui quotidiani e il boom di testate di settore dimostrano che la gente è «affamata» di domande e cerca risposte chiare e semplici soprattutto quando i temi affrontati sono apparentemente ostici. Passi avanti se ne sono fatti molti, tanto da rendere ormai anacronistiche le considerazioni di Antonio Gramsci che negli anni Trenta si chiedeva perché mai in Italia «non fosse nata e non si fosse sviluppata una letteratura di divulgazione scientifica paragonabile a quella che si poteva incontrare in altri Paesi civili».
Alcuni analisti hanno rintracciato una parte consistente di queste radici andando indietro ad esaminare il primo ventennio di vita culturale del nuovo Stato unitario; mostrando così come per la storia della divulgazione scientifica nel nostro Paese forse sia il caso di parlare - più che di uno sviluppo mancato - di «una breve fioritura interrotta».
Una «fioritura» che, all’inizio del Terzo millennio, è destinata a riprendere in tutto il suo splendore.