Giornali di partito: 1 miliardo in sette anni

Una
cifra cresciuta a ritmi esponenziali: erano 106 milioni nel 2000,
quasi 115 milioni nel 2001, 132 nel 2002, fino ad arrivare agli oltre 185 milioni del 2006. E nei
prossimi tre anni l’esborso previsto è di 500 milioni di euro. Ma presto i rimborsi saranno calcolati sulla &quot;diffusione certificata&quot;<br />

Roma - Un miliardo e 22 milioni di euro. E' la cifra che in sette anni (dal 2000 al 2006) la presidenza del Consiglio ha versato agli editori di giornali politici in contributi diretti. Lo rivela "Panorama" in un’inchiesta sul numero in edicola da giovedì. Una cifra - sottolinea il settimanale - cresciuta a ritmi esponenziali: erano 106 milioni nel 2000, quasi 115 milioni nel 2001, 132 nel 2002, fino ad arrivare agli oltre 185 milioni del 2006. E nei prossimi tre anni l’esborso previsto è di 500 milioni di euro.

Cambiano le regole Finora - spiega Panorama - incassare il contributo è stato facile: bastava dichiarare la tiratura, presentare un bilancio e poi aspettare la liquidazione della fattura. Le vendite non sono indispensabili. Ma in autunno il sistema subirà una rivoluzione. Al Dipartimento per l’editoria il trio composto da Gianni Letta, Paolo Bonaiuti e Mauro Masi - continua Panorama - sta lavorando a uno schema di regolamento che sarà presentato nei primi girni di settembre. Non sarà più la tiratura ma la diffusione certificata (vendite e abbonamenti) a stabilire l’importo dell’assegno.

Taglio netto alle vendite in blocco Questa semplice regola darà un taglio alle vendite in blocco delle copie stampate (oggi praticate da tutti i gruppi editoriali) e ai non isolati casi di giornali che esistono solo sulla carta e non hanno mai visto un’edicola o un giornalista regolarmente retribuito. L’elenco dei beneficiari, spiega Panorama, è sterminato: giornali di partito, testate legate a movimenti politici, cooperative (vere e presunte) di giornalisti, quotidiani editi da società controllate da fondazioni o enti morali...

Qualche cifra In sette anni L’Unità ha incassato 43 milioni, Libero 39,247 milioni, Il Riformista 10 milioni (ma solo a partire dal 2003), Avvenire, quotidiano della Cei, 6,3 milioni, il Foglio oltre 25 milioni, il manifesto circa 30 milioni, la Padania 28 milioni. Né mancano casi eclatanti come la Discussione, giornale fondato da Alcide De Gasperi (15,148 milioni), Linea organo del Msi-Fiamma tricolore (quasi 16 milioni), il Campanile nuovo, organo dell’Udeur (quasi 6 milioni) o l’Opinione delle libertà, diretto da Arturo Diaconale (13,542 milioni).