Giornali di quartiere: un piccola «mappa»

Li troviamo sul bancone del bar, fuori dai negozi, all’ingresso della metropolitana, qualche volta nella buca delle lettere. Sono i giornali di quartiere, la free press di zona, da Vigna Clara Pocket a Vivi il centro, Fleming Roma, Barrio, Il Periodico e Il Quirino per fare solo qualche nome. Di questo tipo di pubblicazioni si è occupato il convegno «La comunicazione di quartiere», occasione per la presentazione del monitoraggio sull’informazione locale del XX Municipio Cassia Flaminia. Un lavoro condotto da una giovane giornalista, Tea Maisto, anche attraverso interviste a editori, direttori e redattori di giornali diffusi in un municipio o che dedicano spazio alla cronaca rionale. «Abbiamo esaminato quindici testate, tra le quali dodici periodici, una radio e due siti on line - spiega la Maisto -. Sono antenne sul territorio, casse di risonanza vicine ai cittadini e pronte a raccoglierne denunce, idee, progetti. Di qui il loro valore». Una disamina che viene completata da schede riassuntive e dati di tiratura e diffusione territoriale. Il «giornalino» più forte del XX Municipio si rivela La voce del villaggio (20mila copie), mentre se si tiene conto dello «sconfinamento» anche in altri quartieri, Vigna Clara Pocket sfiora le 120mila copie. Ogni testata, è emerso, ha un carattere distintivo. È il caso del bimestrale diretto da Sandro Marucci. «Dal 1989 dirigo La Quercia, il giornale dell’Olgiata - racconta Marucci -. È l’organo di un’associazione di residenti che hanno fatto una scelta di vita che privilegia l’ambiente». Di diversa personalità La voce del villaggio, che si apre tra l’altro a musica, motori, cinema, enogastronomia. Per accorciare le distanze tra istituzioni e romani, poi, una sezione si occupa di fornire i corretti parametri per la redazione dei comunicati stampa: quanto più correttamente le iniziative dell’ente sono comunicate, maggiore è la visibilità e più alto il numero di cittadini/lettori che riceve la notizia.