Il giornalismo di Calabrese

Pamela Dell’Orto

Immaginate i personaggi caravaggeschi che escono dalle tele e si mescolano alle incredibili avventure di vita del pittore. La zingara di «Buena Ventura» - mentre legge la mano a un giovane rampollo tenta di rubargli l’anello - che diventa una pantomima. Oppure il duello dei personaggi de «Il baro» - lo stesso duello vissuto da Caravaggio che, nel pieno della notorietà uccise un uomo e fu costretto a fuggire da Roma - che si traduce in uno scontro fra l’attrice e la sua ombra. Scene dallo spettacolo «Voluptas Dolendi. I gesti del Caravaggio» in programma domani e sabato alla Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale, la stessa che ospita la mostra «Caravaggio e l’Europa». Interprete unica la danzatrice e attrice Deda Cristina Colonna, che si muove sulle musiche barocche eseguite dall’arpista Mara Galassi. Terza protagonista, la luce, fondamentale per l’arte di Caravaggio, qui messa letteralmente in scena dal light designer Francesco Vitali.
«Una suggestiva e originale performance di danza, musica antica e recitazione che rimanda gli spettatori alle visioni parallele della vita e delle opere di Caravaggio»: la definisce così Stefano Zecchi, assessore alla Cultura del Comune, che ha prodotto l’evento. «Abbiamo cercato in quali punti della musica del Cinque-Seicento si potessero ritrovare i gesti delle tele caravaggesche. L’arte barocca e il Caravaggio non sfuggono all’uso della figura retorica: i personaggi escono sì dalla vita reale, ma i loro gesti sono scelti in base a criteri retorici», spiega la Colonna - nella sua formazione di danzatrice e attrice, approfonditi studi sul periodo barocco. «Il progetto è nato nel 2001 dalla mia collaborazione con l’attrice Mara Galassi, nome di spicco della musica barocca». Uno spettacolo «colto» sì, ma anche semplice, lontano dai toni «intellettualistici». Un atto unico (un’ora e un quarto) in cui le note musicali si intrecciano alle figure dipinte nell’aria dal movimento del corpo. E il corpo della danzatrice che viene illuminato fino ad assomigliare davvero a uno dei personaggi del maestro cinquecentesco. Come quello della Maddalena penitente: «Io indosso un costume identico a quello della Maddalena e, accompagnata da un brano musicale, recito alcuni versi tratti dal Cantico dei Cantici. Tutto con la complicità delle luci, che creano lo stesso effetto del quadro».
Appuntamento dunque alla Sala delle Cariatidi, Palazzo Reale (domani alle 20 e 30, sabato alle 17 e alle 20 e 30). L’ingresso è libero e fino a esaurimento posti.