Giornalista anti-mafia a processo: "E' abusivo"

E' stato minacciato più volte dai boss della famiglia Vitale. Querelato 164 volte. Ma alla sbarra Pino Maniaci, direttore di <em>Telejato</em>, ci andrà da accusato: per non aver mai preso il tesserino da giornalista

Palermo - Andrà alla sbarra. Dalla parte degli accusati. Pino Maniaci, direttore di Telejato, minacciato a ripetizione dai boss mafiosi della zona per il suo impegno nella denuncia delle attività criminali delle famiglie malavitose non è mai voluto diventare un giornalista. L’anno scorso era stato bersaglio di un’intimidazione violenta e di minacce da parte dei figli di un boss della famiglia dei Vitale, detti "Fardazza". Subito dopo gli era stata manifestata solidarietà da tutta Italia. La stessa emittente è stata più volte minacciata, querelata e contestata da boss e notabili della zona di Partinico. Sono 164 le querele ricevute da Antonina Bertolino, titolare della distilleria omonima con sede nel suo paese. Quale la colpa di Maniaci? Avrebbe esercitato abusivamente l’attività di giornalista. Non ha mai preso il tesserino da giornalista pubblicista né ha mai affrontato gli esami da
giornalista professionista.

A giudizio Il direttore di Telejato di Partinico è stato rinviato a giudizio per esercizio abusivo della professione di giornalista. La "citazione diretta" è stata disposta dal pubblico ministero di Palermo Paoletta Caltabellotta. Il processo è stato fissato davanti al giudice monocratico di Partinico l’8 maggio. Secondo l’accusa, Maniaci "con più condotte, poste in essere in tempi diversi e in esecuzione del medesimo disegno criminoso" avrebbe esercitato abusivamente l’attività di giornalista in assenza della speciale abilitazione dello Stato, conducendo ogni giorno il tg di Telejato. Maniaci, che è assistito dall’avvocato Bartolomeo Parrino, non ha mai voluto prendere il tesserino di giornalista pubblicista.