Il giornalista colonnello che pattuglierà il mare

Per qualcuno sarà una sorpresa: «Come? Lui che abbiamo conosciuto giornalista insigne, inviato speciale di Epoca e del Corriere della Sera (quand’era ancora il nostro Corrierone...). Sempre lui, possibile, quel Vittorio G. Rossi, ligure, autore di ventisette romanzi di mare e non solo di mare?». E ancora, con gli occhi sgranati e il candore del neofita: «Possibile che parliamo di Rossi come ufficiale della Guardia di Finanza? E mi vengono a dire che gli hanno anche intitolato un guardacoste litoraneo? Non ci posso credere». Tutto vero, invece. Sì, ufficiale, per essere precisi: colonnello delle Fiamme Gialle. Ma sarebbe stato lecito, altroché, titolargli un guardacoste litoraneo anche se non fosse stato così, regolarmente inquadrato in organico, tante sono le pagine dedicate da Rossi agli uomini di mare, sia che fossero in divisa d’ordinanza e di pescatore, sia in quella di guardiano del faro o di marinaio dei mercantili. Sempre, comunque, si trattasse di «uomo nel suo posto d’uomo».
In ogni caso, non lo poteva dimenticare la «sua» Guardia di Finanza. Non come qualcun altro che, sì, l’ha dimenticato in fretta, da quel 4 gennaio 1978 in cui Vittorio G. se n’è andato in silenzio, a Roma, lontano da Santa Margherita dov’era nato e dove, per tanti anni, aveva mangiato focaccia e fatto colazione al Caffè Vittoria, chiacchierando di guerra e di pace, di politica e costume, di terra e di mare, ma specialmente di valori umani. La Guardia di Finanza no: non s’è mai scordata che fu proprio Rossi, fra l’altro, a promuovere e guidare da comandante la Scuola Nautica di Pola, in Istria, dove rimase otto anni dopo aver contribuito giovanissimo, all’indomani della prima Guerra mondiale, a riorganizzare la flotta abbandonata dalla Guardia di Finanza austroungarica.
Anche per questo, oggi sarà battezzato con il nome di Vittorio G. Rossi uno dei mezzi guardacoste Classe Buratti da 22 metri che la sezione navale delle Fiamme Gialle prenderà in consegna dal cantiere Intermarine di Sarzana, alla presenza del Comandante in seconda del Corpo, generale Angelo Ferraro.
Intanto, è stata presentata la nuova edizione del libro «Sabbia», forse non il più noto di Rossi, e comunque non famoso forse come «Maestrale», «Il cane abbaia alla luna», «L’orso sogna le pere», «Teschi e Tibie» e... Altrettanti capitoli di una vita sul mare e per il mare: «Prima di scrivere di certe cose, bisogna conoscerle e provarle sulla propria pelle» diceva, scriveva e praticava quel colonnello della Guardia di Finanza. Giusto celebrarlo, adesso e anche dopo, con una bella nave che porti con orgoglio il suo nome sulle onde.