Un giornalista è compatibile con la politica

Caro dottor Lussana, volevo semplicemente ringraziarla per lo spazio che ha voluto così gentilmente dedicare al mio sfogo, o «appello», come lo ha definito.
La ringrazio inoltre per avermi addirittura risposto sul giornale, con parole di condivisione, che ho molto apprezzato.
Peccato che lei mi rimproveri affettuosamente due cose: di essere troppo generoso con lei (falso, si merita assolutamente il massimo dei voti!) e di proporre Lei come candidato, essendoci la coda, tanto per citarLa.
Il problema è che in coda mi sembra ci siano solo arrivisti o accattoni o vecchiacci. Peraltro so di non poterLe far cambiare idea, ma la provoco ancora un po’. Perché a sinistra è valido che si candidino la Gruber, Santoro e chissà quanti altri meno noti, mentre Lei ritiene che i giornalisti debbano fare i giornalisti? Ma perchè non entrano in politica con grande frastuono e notorietà e forza di trascinamento, nonché ampi meriti acquisiti sul campo, le famose persone di cultura di centrodestra (che si narra su Repubblica non esistano affatto in natura), quali Lussana, Guzzanti, Pelanda, Teodori, Giordano e, per non essser troppo monotematico (il Giornale, lei noterà, è la mia lettura preferita) Ferrara e Feltri?
Pensi che squadrone! No, invece andiamo avanti a vedere i politici veri, cioè Bondi e Cicchitto, che farebbero perdere anche la Juventus dall’Entella, e, a livello locale ... be’, lasciamo perdere.
Grazie ancora per la Sua squisita attenzione.

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