Il giornalista di gossip più temuto intercettava le telefonate dei reali

Erica Orsini

da Londra

Non il primo ministro, ma almeno qualche parlamentare. I dipendenti della residenza del principe Carlo, probabilmente lo stesso erede al trono e sua moglie Camilla, nonché i figli William e Harry. E ancora, celebrità del mondo dello spettacolo e chi più ne ha più ne metta. Promette molte sorprese per i prossimi giorni l’inchiesta di Scotland Yard che martedì sera ha portato a Londra all’arresto di tre uomini, sospettati di aver intercettato le telefonate provenienti da Clarence House.
Uno di loro, l’unico di cui si conoscono per ora nome e cognome, è Clive Goodman, 48 anni, giornalista di punta del domenicale scandalistico più temuto del Regno Unito, News of the World, di proprietà del magnate australiano Rupert Murdoch, che possiede anche il tabloid più venduto d’Inghilterra, il Sun. La rivista per cui scrive Goodman in qualità di esperto delle faccende reali in quanto a scandali non ha rivali. Grazie ad un gioco non sempre cristallino e alla feroce tenacia dei suoi cronisti le sue «orecchie» sono sempre riuscite a raggiungere qualunque luogo, anche il più protetto. Molti lettori inglesi si ricordano ancora con divertimento o indignazione - a seconda di quanto è l’affezione verso i membri della famiglia reale - di quella volta che uno dei loro migliori reporter (non era Goodman) fingendosi uno sceicco riuscì a registrare una lunga conversazione privata con Sophie di Wessex, moglie di Edoardo, terzogenito di Elisabetta, in cui la poveretta si lasciava andare a tutta una serie di commenti poco lusinghieri sulla nobile parentela.
Ieri, la polizia inglese ha deciso di trattenere mister Goodman ancora per 12 ore, nel tentativo di chiarire quanto ampio sia stato il suo raggio d’azione e quello degli altri. Uno di loro, un uomo di 50 anni che per ora rimane coperto dall’anonimato è stato rilasciato su cauzione, mentre del terzo si sa soltanto che non è un giornalista e che ha 35 anni. «Non conosciamo ancora il quadro completo - ha dichiarato ieri la polizia - stiamo verificando quanti altri personaggi pubblici possano essere stati oggetto di intercettazioni simili». Secondo quanto riportato ieri dai media britannici, l’inchiesta che ha visto lavorare insieme per più di quattro mesi la squadra di Scotland Yard e le aziende telefoniche sarebbe partita nel dicembre scorso quando alcuni membri dello staff del principe hanno notato delle irregolarità nelle comunicazioni telefoniche, soprattutto per quanto riguarda i cellulari. E martedì l’emittente televisiva Itn ha sostenuto che a dare il via all’operazione è stata una conversazione telefonica tra il loro esperto politico, l’ex corrispondente dei reali Tom Bradby e Clarence House che aveva come argomento il principe William. Una conversazione assolutamente «innocua» sull’incontro che Bradby avrebbe dovuto avere con il primogenito di Carlo. «Rimasi piuttosto sorpreso - ha raccontato l’esperto - di vedere tutti i dettagli di quel colloquio e perfino i contenuti del futuro incontro pubblicati su News of the World».
Anche il responsabile delle comunicazioni di Carlo e due impiegati alle dipendenze dei suoi due figli avevano nel frattempo intuito delle incursioni ripetute nelle reti telefoniche. Temendo per l’ennesima breccia nel sistema di sicurezza reale, la polizia era stata allertata immediatamente e il caso era stato trasferito all’unità speciale anti-terrorismo. Di questi tempi la prudenza non è mai troppa, avranno pensato a Scotland Yard, ancor prima di valutare l’ipotesi di un semplice caso di gossip nel più tradizionale stile britannico. A Clarence House invece, ci avranno pensato eccome, dato che l’eco delle ultime clamorose intercettazioni che hanno travolto la vita privata della famiglia reale inglese non si è ancora spenta. Nei turbolenti anni Novanta le piccanti conversazioni tra Carlo e l’allora amante Camilla hanno messo a durissima prova i nervi pur saldissimi di Elisabetta. E i fan di Diana ancora non perdonano ai giornalisti di aver pubblicato senza alcun pudore le registrazioni dei suoi colloqui, altrettanto imbarazzanti, con l’amore del momento, James Gilbey. Quelle registrazioni però erano state vendute ai giornali da privati, adesso i cacciatori di scoop britannici sono costretti a far da sé.