Giornalista irlandese sequestrato a Bagdad

Uccisi un militare americano e uno britannico. Assassinato un vicegovernatore di provincia

da Bagdad

Mentre gli occhi del mondo sono puntati sul processo a Saddam Hussein, torna in Irak l’incubo dei giornalisti stranieri rapiti. Da ieri mattina non si hanno più notizie di Rory Carrol, trentatreenne irlandese inviato del quotidiano britannico The Guardian. Secondo la televisione del Qatar Al Jazeera, Carrol è stato sequestrato.
A un anno esatto dal rapimento di Margaret Hassan, direttrice della missione in Irak dell’Ong «Care International» - che fu poi barbaramente uccisa dai sodali del tagliagole Al Zarqawi -, un altro giornalista si trova nelle mani dei terroristi. Qualche ora dopo l’annuncio dato da Al Jazeera, il Guardian ha confermato che si erano perse le tracce del suo inviato: secondo il quotidiano, il giornalista sarebbe stato rapito da un gruppo di uomini armati mentre si stava recando in un quartiere sciita della capitale irachena.
Rory Carroll si trovava in Irak da nove mesi, e presto sarebbe tornato a Johannesburg, dove da tre anni lavorava come corrispondente. Dal 1999 al 2002 era stato corrispondente da Roma, e i colleghi italiani che l’hanno conosciuto lo descrivono come un professionista molto preparato. Secondo le prime ricostruzioni, Carroll sarebbe stato rapito alla periferia di Bagdad: voleva assistere al processo di Saddam in tv, in compagnia di una famiglia sciita, per poi raccontarne le reazioni.
Sempre nella capitale irachena ieri è stato assassinato Mohammed Harun, un noto giornalista locale. Nel quartiere meridionale di Al Dora, invece, è rimasto vittima di un agguato insieme con il suo autista Hakim Mirza, uno dei presidenti municipali di Bagdad. E a Ramadi, nella turbolenta provincia sunnita di Al Anbar, la guerriglia ha eliminato il vice-governatore Talib Ibrahim.
Nelle azioni terroristiche di ieri si sono avute una ventina di vittime. Tra queste sei operai di Bagdad, che sono stati allineati contro un muro della fabbrica in cui lavoravano e giustiziati sotto gli occhi dei loro compagni di lavoro. Morti anche due militari della coalizione, un americano, ucciso da una bomba a Iskandaria, e un britannico, morto a Bassora.
Le forze irachene hanno anche arrestato a Tikrit, città natale di Saddam Hussein, Yasir Sabawi, nipote dell’ex raìs.