Giornalista picchiato fuori dal congresso dei nazionalisti inglesi

Il reporter del quotidiano «Times» è stato malmenato e allontanato dagli addetti alla sicurezza del British National Party (Bnp) nel giorno in cui l'assemblea del partito di estrema destra approvava la nuova politica di apertura a neri e asiatici, imposta dal tribunale

Un giornalista del quotidiano «Times» è stato malmenato e allontanato dagli addetti alla sicurezza del British National Party (Bnp) nel giorno in cui l'assemblea del partito di estrema destra approvava la nuova politica di apertura a neri e asiatici. Dominic Kennedy, responsabile delle inchieste del quotidiano inglese, ieri era stato invitato in un pub di Hornchurch, nell'Essex, dove si teneva la conferenza stampa in cui il leader del partito, Nick Griffin, annunciava la modifica allo statuto del Bnp, con l'abolizione della clausola che prevedeva l'accesso solo ai cosiddetti «britannici indigeni» (ovvero ai bianchi). Ma all'ingresso del locale il reporter e il fotografo del giornale, Paul Hackett, sono stati fermati dalle guardie che gli hanno intimato di uscire immediatamente. Kennedy ha tentato di mostrare le sue credenziali ma è stato immediatamente aggredito dagli addetti alla sicurezza che lo hanno rimosso a forza e cacciato. Nel violento parapiglia, di fronte agli altri giornalisti, una guardia ha cercato di colpire il reporter al volto con un pugno e un'altra ha tentato di «rimuovergli il naso dalla faccia», come ha scritto Kennedy in un articolo, con tanto di foto, apparso oggi sul «Times». Kennedy si è cosi ritrovato con il naso insanguinato mentre a pochi metri Griffin rispondeva ai giornalisti che gli chiedevano le ragioni dell'aggressione. «Perché è del Times, di proprietà di Rupert Murdoch, e non fa che mentire e mentire sul nostro partito», ha risposto. Il Bnp ha dovuto adeguare il suo statuto alla deliberazione di un tribunale di contea che dichiarava illegale la regola delle iscrizioni aperte ai soli bianchi.