«Il giornalista Renato Farina va radiato»

Enrico Lagattolla

da Milano

«Renato Farina deve essere radiato». Sembrava conclusa la vicenda disclipinare del vicedirettore di Libero ma così non è. Ieri, la Procura generale di Milano ha impugnato la decisione del consiglio dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia, che aveva sanzionato Farina (accusato di aver collaborato col Sismi e per questo retribuito dai servizi segreti) con una sospensione di 12 mesi.
Il sostittuo procuratore generale Maria Antonietta Pezza ha chiesto al Consiglio nazionale dell’Ordine «di riformare la decisione impugnata con riguardo alla posizione del giornalista professionista Renato Farina applicando allo stesso la sanzione disciplinare della radiazione, ponendo rimedio a quanto il Consiglio territoriale non ha avuto la “forza” numerica di fare». «Il consiglio territoriale - prosegue Pezza nelle sue motivazioni - pure avendo rigettato l’improbabile istanza di “patteggiamento” avanzata dal difensore, si è tuttavia lasciato prendere la mano dal contegno di “studiata” sottomissione assunto dal giornalista in sede giudiziale (unica strada per evitare la conseguenza più grave) e da valutazioni metagiuridiche (afflizione derivata dalla pubblicità della vicenda) giungendo ad applicare una sanzione inaccettabile perché non rapportata alla gravità estrema delle violazioni che, ad avviso della scrivente, impongono di irrogare la sanzione massima prevista dall’ordinamento disciplinare». Ovvero, la radiazione.