Il giornalista del «Secolo» stregato dalla Cdl

Il carisma di Biasotti è stato più forte delle passioni giovanili. «La mia estrazione è di sinistra, mi candido con Biasotti per l’entusiamo del gruppo. C’è una voglia di fare che non trovo negli altri partiti». Emanuele Mattiello - 50 anni, appassionato di volley con una laurea e mezza (ha concluso Lettere, sta completando Legge) - di mestiere fa il giornalista per il Secolo XIX. «Che cosa dicono i colleghi? Che ho fatto bene. Il Secolo ha la fama di essere un giornale di sinistra, lo so, ma ci sono colleghi che la pensano come me, qualche voto lo prenderò anche dalla redazione» dice il candidato al consiglio provinciale (collegio 10, centro) della Lista Biasotti.
Lei entra in politica a 50 anni. Come mai?
«Due anni fa ho conosciuto Sandro Biasotti di persona, il resto è venuto da sè».
Ce la farà Renata Oliveri?
«Ha ottime possibilità. È una donna preparatissima, in grado di affrontare ogni argomento con gli elettori».
E Musso?
«È una persona a posto. La partita vera si gioca al Comune, se vuoi cambiare le cose devi votare per lui, è il nuovo. Marta Vincenzi non si riesce a guardare, anche in tv».
La Cdl conquista la Provincia. Per che cosa si batte Mattiello?
«Per creare un forte assessorato allo Sport e alla Cultura. Puntando sulla cultura possiamo far arrivare molti più turisti. C’è poi il problema della sicurezza: la Provincia ha una sua polizia che va sfruttata meglio, sia in città che nel resto della provincia».
E lo sport?
«Lo seguo per lavoro, ho un passato da giocatore di volley e faccio parte dello staff della Igo Volley, la squadra di Genova che gioca in B1. Inutile dire che mi impegnerei per aiutare chi lo pratica».
Ce la farete a «murare» Repetto?
«Biasotti ha messo insieme un’ottima squadra».
Lei di mestiere fa il giornalista. Che titolo darebbe al mandato del presidente uscente di centrosinistra?
«Immobilismo. Oppure: una Provincia in sordina».
La sua lista dei desideri.
«Vince Musso, vince la Oliveri, vengo eletto in Provincia e l’Igo Volley sale in A2. Sarebbe il mio grande slam».