La giornata del centrodestra

da Milano

Mentre Milano celebra la prima festa del Pdl, a Roma arriva l’intesa tra Comuni e governo dopo una lunga (e faticosa) trattativa. Per convincere l’Anci a siglare l’«accordo politico di indirizzo», passaggio chiave verso la riforma federalista, il governo ha messo sul piatto oltre un miliardo e mezzo di euro. Soddisfatto il rappresentante degli enti locali Leonardo Domenici: «Passo avanti importante». Ospiti entrambi di un ricevimento all’ambasciata tedesca a Roma, Bossi e Alemanno hanno festeggiato la notizia scambiandosi battute: «Hai visto, abbiamo raggiunto un accordo. Abbiamo trovato i soldi che prima non c’erano» ha detto il ministro per le Riforme. «Ora è stata fatta la pace tra i Galli e i Romani», ha replicato il sindaco di Roma. E proprio oggi il Ddl sul federalismo fiscale potrebbe avere l’ok del Consiglio dei ministri.
«Questa riforma sarà una vera rivoluzione. Che porterà riduzione delle spese, razionalizzazione, migliori servizi e soprattutto meno tasse per i cittadini». Il ministro Andrea Ronchi arriva un po’ trafelato da Roma per inaugurare a Milano la prima festa del Popolo della libertà. Prova generale di partito unico, con Alleanza nazionale e Forza Italia che organizzano insieme una quattro giorni di dibattiti, eventi e concerti al Lido di piazzale Lotto. La festa procede con l’orecchio teso alle notizie in arrivo da Roma. Mentre ministri e amministratori locali sfilano sul palco, a palazzo Chigi il premier lavora all’accordo con l’Anci, vera e propria svolta verso il federalismo.
Si parla degli equilibri interni al centrodestra. «Il progetto del partito unico è già molto avanti - ripete più volte il reggente di An Ignazio La Russa - Ci sono le idee, ci sono gli elettori». Ma tutti vogliono tornare al nodo del federalismo. E l’opposizione? «Sarebbe suicida non tentare un dialogo, non ci devono essere veti», avverte La Russa. E proprio oggi arriverà a Milano Luciano Violante, il presidente della commissione Affari Costituzionali del governo Prodi autore di una «bozza di riforma bipartisan».
Ospite del dibattito di ieri, il governatore della Lombardia Roberto Formigoni. «Il federalismo - assicura dal palco - è un cammino di purificazione dei meccanismi della spesa che aiuterà tutti». E prosegue ricordando che in Lombardia la sanità funziona e costa 40 euro all’anno per abitante, mentre altrove costa il doppio. E soprattutto non funziona. «È ora di finirla - attacca - Assurdo che una Tac o una mammografia costino 100 in una regione e 400 in un’altra. E che da tante città quando si è malati non si abbia altra scelta che prendere un treno per Milano». Ruvido anche l’argomento dei 500 milioni di euro stanziati dal governo per salvare Roma e dei 140 mandati a Catania per evitare il fallimento del Comune. «Il mio giudizio è sospeso - frena -. Certo, la scelta appare in contrasto con il meccanismo fiscale che stiamo costruendo. Non si può continuare con regioni che spendono il quadruplo di quello che dovrebbero». Parte durissima Letizia Moratti: «Non è possibile che ci siano risorse per chi spende male e non per chi spende correttamente». Poi però il sindaco di Milano promuove il governo. «Grazie al ministro La Russa per i militari mandati a Milano». E la platea esplode in un applauso. «Poi grazie al ministro Roberto Maroni per il piano sicurezza di cui le città hanno così bisogno, grazie al ministro Renato Brunetta per il lavoro che sta facendo sulla pubblica amministrazione. E grazie a Mariastella Gelmini per l’impegno sulla scuola. Grazie a Maurizio Sacconi. Dimentico qualcuno? Sicuramente sì. E allora grazie a Berlusconi per tutti». A fianco Ronchi gongola. «La dimostrazione che questo governo mantiene gli impegni». Ed è proprio questo il tema scelto per la festa. Con l’intero governo che arriverà a Milano per spiegare quanto fatto e quanto resta da fare.