La Giornata mondiale della voce celebrata al «Franco Parenti»

Il 28 aprile 1989 scese il sipario sulla vita di Franco Parenti. La prima occasione per farsi conoscere gliela diede proprio la sua voce, particolarissima e un poco stridula: fu mattatore radiofonico con l'indimenticabile gasista Anacleto. Veniva dalla scuola del Filodrammatici e davanti a lui si stendevano gli anni del sodalizio con Giorgio Strehler e Paolo Grassi, il Piccolo Teatro, la rivista, il Dito nell'occhio con Dario Fo e Giustino Durano, le recite con Eduardo, lo Stabile di Palermo e di Bologna. E l'apertura, nel 1973 con la prima assoluta de L'Ambleto, del Salone Pier Lombardo, il teatro che avrebbe poi fatto conoscere a Milano tutte le pièce di Giovanni Testori. Oggi, a vent'anni dalla scomparsa, quel Salone, che nel frattempo gli è stato intitolato, ha deciso di dedicargli la serata creata in occasione della Giornata Intenazionale della Voce, che per la prima volta viene celebrata anche in Italia. L'assessorato alla Cultura del Comune di Milano e il Teatro Franco Parenti hanno pensato un evento di «scoperta della vocalità» (stasera, ore 20.45, ingresso libero, info: 02-59995219) con la presenza di una foniatra, Silvia Magnani; un «conservatore di voci», Marco Contini, che farà ascoltare al pubblico, grazie a tre fonografi dal suo archivio Storico, le voci di Sarah Bernhardt, Filippo Tommaso Marinetti, Marilyn Monroe, Ferravilla e Marlene Dietrich; e attori come Rosalina Neri, Piero Mazzarella, Anna Maria Guarnieri e Luciano Virgilio. Se a condurre la serata sarà l'assessore alla Cultura Finazzer Flory, immancabile la presenza di Andrée Ruth Shammah, la «ragazza un po' cicciottella» che fu accanto a Parenti dall'inizio dell'avventura milanese e che oggi dirige il suo teatro: «Franco era una voce della nebbia, un raro esempio di come, con una sola ottava a disposizione, si possa stirare e muovere la vocalità rendendola espressiva, disperata, ironica, sarcastica - ci racconta la regista -. Spero che quello con la voce promosso dal Comune diventi un appuntamento annuale e che sia l'occasione per realizzare un progetto che ho in mente da anni: una “stanza della memoria“, da ospitare al Parenti. Foto, installazioni, altoparlanti sistemati in modo che, avvicinandosi alle pareti, il pubblico possa "sentire le voci" che ha amato: Testori, Strehler, Parenti, Petrolini. Per recuperare, in un mondo dominato dall'occhio, il valore intimo della voce. E dell'ascolto».