La giornata Pechino rilancia con la Casa Bianca deve impegnarsi a tagliare di più i gas serra

IL FISICO Paolo Prodi: «Sull’evoluzione climatica la scienza sa ancora troppo poco»

La Cina ha offerto agli Stati Uniti «un ruolo costruttivo» nelle trattative del summit di Copenaghen, ma chiede in cambio a Barack Obama un aumento nella sua offerta di tagli alle emissioni inquinanti. Dal negoziato tra Pechino e Washington, che insieme producono il 40% di tutti i gas serra scaricati nell’atmosfera, dipende in buona parte la riuscita del vertice. Pechino insiste perché «i Paesi più ricchi» si impegnino a tagliare i gas serra «di almeno il 25-40% entro il 2020», dopo aver già messo avanti le mani riguardo alle proprie emissioni, che non caleranno prima di trent’anni. Al massimo, ha detto il capodelegazione cinese a Copenaghen, Xie Zhenhua, Pechino «prenderà in considerazione» l’obiettivo globale di dimezzare le emissioni entro il 2050.
Un altro tema importante sarà affrontato invece oggi e domani a Bruxelles: è quello della decisione sugli aiuti europei da fornire ai Paesi più poveri per consentir loro di adattarsi agli effetti dei cambiamenti climatici e a mitigarne gli effetti. Non si è ancora conseguito l’obiettivo minimo, cioè quello di poter fornire una cifra da mettere al posto della X che ancora figura sulla bozza delle conclusioni del vertice di Copenaghen. «La presidenza sta raccogliendo le offerte degli Stati membri - riferiscono fonti di Bruxelles - con l’obiettivo di arrivare a ottenere impegni per due miliardi di euro l’anno per gli anni 2010, 2011 e 2012». Cifre ridicole, rispetto a un fabbisogno stimato in 100 miliardi l’anno da qui al 2020.