Giornata storica a Belfast nasce il governo della pace

da Londra

È l’inizio di una nuova era per l’Irlanda del Nord. Dopo una guerra fratricida che ha lasciato sul campo 3.500 vittime, finalmente l’Ulster ha inaugurato ieri il primo governo condiviso tra cattolici e protestanti. Alla cerimonia d’insediamento tenutasi nel castello di Stormont hanno assistito il premier inglese Tony Blair - vero artefice di questa svolta storica - e il suo collega irlandese Bertie Ahern. A guidare il nuovo esecutivo sarà il reverendo protestante Ian Paisley, leader del Partito unionista, che avrà accanto come vice premier il rappresentante di quella parte politica che soltanto poco tempo fa era la sua più acerrima nemica. A condividere il mandato degli elettori insieme a Paisley sarà infatti il cattolico Martin McGuinness, del Sinn Fein.
«Quello che sta accadendo oggi – ha dichiarato un sorridente Tony Blair – offre all’Ulster la possibilità di sfuggire alle pesanti catene della sua storia e di crearne una del tutto nuova». Il primo ministro irlandese Ahern ha voluto ringraziare tutti i politici che hanno reso possibile il processo di pace riservando un tributo particolare proprio al leader laburista. Rassicuranti e piene di speranza anche le prime dichiarazioni di Paisley. «Oggi iniziamo insieme un cammino e sono convinto che porteremo una pace duratura nelle nostre terre». Secondo il vicepremier McGuiness quella che i due partiti stanno affrontando ora è la sfida più importante di tutta la loro vita e sarà fondamentale superare tutte le divergenze e difficoltà che potranno presentarsi lungo la strada, proprio per raggiungere gli obiettivi che questo governo si pone. «Abbiamo già preso delle decisioni congiunte – ha spiegato McGuinness qualche ora prima dell’insediamento ufficiale – ma si limitavano ad un contesto in cui non avevamo alcun potere decisionale. Adesso stiamo per assumerci la responsabilità di gestire e amministrare il nostro Paese nell’interesse della nostra gente. E sono convinto che riusciremo a farlo con il sostegno di chi ci ha eletto e voluto». Soddisfazione per la formazione del nuovo esecutivo è stata espressa anche dal ministro inglese per l’Irlanda del Nord, Peter Hain, convinto che il nuovo esecutivo sia in grado di reggere alla dura prova che si appresta ad affrontare, proprio perché è costituito dalle due forze più rappresentative del Paese. Certo, gli scettici ci sono ancora, come ha ricordato lo stesso Blair. «C’è ancora della gente che crede che il compromesso raggiunto in questo processo di pace sia inaccettabile – ha detto ieri il premier britannico – ma talvolta la politica è qualcosa che ha a che fare con il raggiungimento di un risultato finale migliore e ci sono sempre due categorie di persone in politica. Quelle che rimangono a guardare per poi criticare e quelle che si sporcano le mani». Certo Blair si considera un appartenente alla seconda categoria anche perché la formazione del nuovo governo nordirlandese è certamente il successo più significativo di tutta l’era blairiana e ci tiene a ricordarlo negli ultimi giorni che precedono la sua uscita dalla scena politica.
Ieri, la cerimonia d’insediamento è stata disturbata da qualche tafferuglio dovuto a una dimostrazione di protesta contro la guerra in Irak. La polizia ha dovuto allontanare con la forza un gruppo di manifestanti che hanno tentato di bloccare la strada al veicolo su cui viaggiava il premier. Alla cerimonia di Stormont erano presenti ospiti d’eccezione, come il senatore americano Ted Kennedy. La prima riunione del neonato esecutivo è prevista già nei prossimi giorni della settimana.