Una giornata da top gun per i tre giovani vincitori di «Un volo in classe»

Cresce nelle scuole milanesi la contestazione ai provvedimenti annunciati sui tagli agli organici. Dopo le iniziative di protesta delle organizzazioni sindacali, nel fine settimana scende in campo anche il Pd regionale, che per tre giorni ha previsto manifestazioni davanti alle scuole per spiegare ai genitori l’opposizione al decreto varato dal governo per il ritorno al maestro unico, ai voti numerici e al voto di condotta che può portare anche alla bocciatura. Prevista la distribuzione di volantini davanti alle scuole. A volantinare venerdì mattina ci sarà anche l’ex ministro della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni, davanti all’Istituto comprensivo di via Giocosa, l’ex «Trotter».
Ieri mattina è stato presentato il programma della contestazione del Pd durante una conferenza stampa promossa da Sara Valmaggi, responsabile Scuola regionale, alla quale ha partecipato tra gli altri il senatore Mauro Ceruti, pedagogista che ha coordinato la commissione che col precedente governo ha definito i nuovi programmi della scuola elementare. «Noi non siamo contrari ai tagli – ha detto – ma vogliamo che vengano fatti là dove servono e non in maniera indiscriminata. Perché altrimenti si mette a rischio la scuola elementare che ci invidiano da tutto il mondo. Meglio sarebbe stato cominciare a cambiare le cose alle superiori, dove ritengo che ci siano problemi irrisolti ormai da decenni».
La preoccupazione maggiore del Pd è il tempo pieno. «Il ministro Gelmini – ha ricordato Federico Piccoli, un dirigente scolastico considerato uno dei promotori di questo servizio nella nostra città – si è impegnata ad aumentarlo? Ma di quale tempo pieno si parla se poi si annullano le compresenze? Non basta dare una risposta sociale alle famiglie, perché il tempo pieno si qualifica per i suoi contenuti, che con il ritorno al maestro unico è impossibile attuare».
Analoga posizione a quella che stanno assumendo i sindacati della scuola, che ogni giorno stanno organizzando assemblee di insegnanti per spiegare che cosa sta succedendo. E, dopo le assemblee, le stesse organizzazioni si preparano per il prossimo mese di ottobre a indire una serie di scioperi. L’agitazione avviene tuttavia con tempi e modalità diverse da organizzazione a organizzazione perché anche all’interno della scuola si registra una netta divisione.