Giornate del FAI

Eccezionale apertura della dimora tra Mulinetti e Polanesi. La magia del borgo di San Salvatore di Cogorno

Porta la firma del Fai (Fondo per l'Ambiente Italiano) Portofino-Tigullio, la prima apertura straordinaria per il pubblico di Villa Dufour, schizzata tra Mulinetti e Polanesi a traguardare il mare, in Via Colombo 8. Non a caso nella «XVI Giornata Fai di Primavera» che sabato svelerà la splendida dimora e domenica punterà dritto il Borgo di San Salvatore di Cogorno, altro incantamento d'arte e quotidianità, visitabile dalle 10 alle 18. La presentazione a Villa Dufour, un nitore da acquerello, il parco ad impreziosire l'architettura e il gusto del vivere uno spazio conservato con passione e rispetto. «Il Fai è un'isola di speranza per l'Italia più bella e lavora per coltivare nel tempo questa consapevolezza» è l'esordio di Rossella Rosa, capo delegazione Fai Portofino Tigullio. Mentre la delegata Farida Simonetti zooma sull'eccezionalità della Villa e vira sul Borgo, con «la sua piazza che vuole essere il punto di partenza per conoscere l'oltre». Qui è il delegato Domingo Tonini ad intrecciare i lacci: «Abbiamo monumenti che vanno dal XIII al XX secolo: seicento anni dove ciascuno ha contribuito con elementi specifici in sintonia con il pregresso. Un discorso unico in questo borgo magico che ha incrociato Innocenzo IV, Federico II, Adriano V e Dante Alighieri». Poi l'oltre, la cornice delle dimore medievali rimaneggiate nei secoli: «Alcune saranno aperte domenica - annuncia Tonini - Ma dietro questi magnifici prospetti ci sono giardini mai visitati dal pubblico: il giardino segreto del Palazzo della Formica, quello d'agrumi alle spalle del Palazzo Comitale, quello del glicine. Tante gocce d'amore».
E le parole diventano materia nell'armonia di Villa Dufour. Che sabato mostrerà il parco e il piano terra: pavimenti che riprendono stucchi e soffitti affrescati, sala da pranzo e del biliardo ancora con i mobili originali. Spazio che è luce, volumi che raccontano storia nonostante il furto del 2004 abbia spazzolato buona parte degli arredi. «Quando mia moglie la ricevette in eredità - ricorda il proprietario Enrico Fantoni - raccogliemmo la sfida. Il suo bisnonno l'acquistò nel 1908, di qui sono passate quattro generazioni e noi abbiamo deciso di viverci». Un impegno forte: «L'abbiamo completamente restaurata, sistemato il giardino e ci viviamo benissimo». Che tanta bellezza decanta in consapevolezza. «Abbiamo scoperto che la casa, edificata nel 1894, è stata costruita con maestria incredibile e standard elevatissimi voluti dalla committenza. Abbiamo ritenuto importante mantenerla e metterla a disposizione del pubblico tramite il Fai e lo stesso Comune». L'ultima sfida? «I costi di gestione, che abbattiamo aprendo i saloni ai ricevimenti». Caterina Olcese Spingardi, della Soprintendenza, schizza il pedigree di Villa Dufour, con il committente Agostino Mortola che nel 1894 acquistò quel pezzo di terra di fronte al mare e Andrea che progettò la Villa. Venduta poi a Lorenzo IV Dufour. «Impianto cubico e cura nei dettagli di arredo e decori: un esempio di architettura eclettica che i genovesi amano, e che maschera la massima comodità, non a caso il water closet di fine Ottocento di produzione inglese». Fantoni ti guida al piano superiore dove vive la famiglia, tra il barocchetto dei soffitti e la sacralità della madia in un cucina post moderna. A corollario due proposte elaborate dai ristoranti Manuelina e Vittorio che ripongono menù con le ricette delle ville genovesi, tipo «turbante di sogliola» e corzetti.
Sabato l'apertura dalle 10 alle 18, ultima visita alle 17.30, con partenza della navetta da piazza del Comune dalle 9.30. «Uno sforzo importante per un contesto importante» chiosa il presidente regionale Fai Andrea Fustinoni, che allarga all'impegno delle 5 delegazioni liguri nello svelare quella rara bellezza schiusa da persiane e antiche corti. Per informazioni 0185/281603 e 3334513318.