Il giorno di Bagnasco alla guida dei vescovi: sarà una Cei collegiale

Il prelato di Genova s’insedia al posto del cardinale Ruini: «Se il Papa chiama si risponde»

da Roma

«Devo darvi una notizia che non conoscete...». Sorride il cardinale Camillo Ruini, mentre scherza sul fatto che la designazione dell’arcivescovo di Genova Angelo Bagnasco come suo successore campeggia ormai da settimane su tutti i giornali. È mezzogiorno e il cardinale, da ieri pomeriggio soltanto Vicario del Papa per la diocesi di Roma, legge il suo breve saluto di fronte ai responsabili degli uffici della Conferenza episcopale nella sede sull’Aurelia, esprimendo gratitudine a Giovanni Paolo II, che per tre mandati l’ha confermato nell’incarico, e a Benedetto XVI, che l’ha prorogato di un anno.
«Corrispondere agli indirizzi e ai desideri dei successori di Pietro è stata lungo questi anni la gioia del mio cuore - aggiunge il cardinale - oltre che il primo criterio di orientamento della mia azione». Una sola frase, che precede i ringraziamenti ai collaboratori, e che sintetizza le linee guida della sua azione. Al termine, rispondendo ai giornalisti, il cardinale si è detto «fiducioso per il futuro della Chiesa in Italia e per il bene della gente del nostro Paese».
Il segretario della Cei Giuseppe Betori, che è stato apprezzato braccio destro di Ruini e ora continuerà con Bagnasco, ha salutato il presidente uscente: «Possiamo oggi con orgoglio misurare una maggiore unità dell’episcopato e dei cattolici, pur in mezzo a non poche prove. Pur senza scivolare nella uniformità, siamo invece cresciuti nell’unità, nel pieno rispetto delle diverse identità, in un consenso sempre ricercato e mai imposto». Betori ha ringraziato Ruini per «le prospettive teologiche e umane» con cui ha svolto il suo servizio e ha ricordato l’importanza del «progetto culturale» della Chiesa italiana. «Se alle cronache giornalistiche e agli osservatori superficiali - ha aggiunto il segretario della Cei - è parso emergere nella sua azione l’impatto con l’ambito politico, chi come noi ha lavorato con lei non può dimenticare che tutto si è collocato all’interno di una progettualità pastorale fortemente propositiva». «Non possiamo nasconderle, eminenza - ha concluso - che lei ci mancherà...».
Negli stessi momenti, mentre la Sala Stampa vaticana annunciava che Benedetto XVI aveva «accolto la rinuncia, per raggiunti limiti di età» presentata da Ruini per l’incarico di presidente, nominando al suo posto l’arcivescovo di Genova, nella curia del capoluogo ligure il neo-presidente incontrava i giornalisti e teneva il suo primo discorso: «Quando il Papa chiama, si risponde», ha detto Bagnasco, esprimendo gratitudine a Benedetto XVI per «l’atto di grande fiducia». Il successore di Ruini ha subito voluto sottolineare che la Cei «è una struttura di comunione e di servizio per la fraternità episcopale», mettendo l’accento sull’importanza della collegialità.
Ha quindi ribadito che la parola e la guida del Papa «è luce chiara e sicura» nella missione dei vescovi italiani. Ha quindi ringraziato Ruini per la sua «fede esemplare e pastorale afflato», per la sua «assoluta fedeltà al magistero» dei Pontefici e per l’aver saputo «prevedere e interpretare i grandi movimenti culturali della storia recente», Bagnasco ha quindi salutato i vescovi italiani chiedendo «comprensione e collaborazione» e ha ricordato che la Chiesa è radicata «nella storia e nell’ethos del nostro popolo» grazie alla sua presenza diffusa».
Bagnasco spera «di poter andare a Roma almeno una volta alla settimana, ma è possibile anche che talvolta venga a Genova monsignor Betori. Comunque ritengo che la struttura della Cei sia così articolata e forte che mi possa rendere più agevole il compito che vado ad assumere». Numerosissime le reazioni e le congratulazioni ricevute da Bagnasco, dagli auguri di Fassino al messaggio di Berlusconi: «Con lei la Chiesa resterà protagonista attiva della vita del nostro Paese».