Il giorno della crisi: centinaia di posti a rischio

(...) Si tratta di una ulteriore, clamorosa manifestazione del disagio che investe il mondo della produzione e del lavoro dipendente, in Liguria. I primi segnali erano arrivati direttamente da Roma, dove era in programma l’incontro per portare a soluzione la vertenza Spel, la ex fabbrica di elettrodomestici San Giorgio minacciata di chiusura. Doccia gelata, invece, per i 149 lavoratori cassintegrati: all’incontro, presso il Ministero della attività produttive, la proprietà ha annunciato a sorpresa di aver venduto tutto. Immediate e durissime le reazioni dei sindacati e dei rappresentanti delle istituzioni: «In questo momento tutta la nostra solidarietà va ai lavoratori - dichiara Maria Grazia Frijia, Pdl, vicepresidente del consiglio comunale della Spezia - La città è compatta nel cercare di risolvere questa incresciosa situazione». Ed è il ministro Claudio Scajola ad annunciare una presa di posizione particolarmente decisa: «Il ministero dello Sviluppo economico - dichiara - si impegnerà per la tutela dei lavoratori e delle attività produttive del territorio di La Spezia. Esprimo rammarico per il comportamento della azienda che denota la mancanza di considerazione dei lavoratori e delle istituzioni impegnate da tempo nella risoluzione della crisi». Quasi in contemporanea arriva la notizia che i «soci della Ferport hanno deliberato, in pieno accordo, lo scioglimento anticipato e la messa in liquidazione della società» che effettua servizi ferroviari all’interno dello scalo portuale di Genova. Il liquidatore - conclude la nota - verrà nominato entro sette giorni. A perdere il lavoro sono 110 dipendenti. Prosegue, intanto, in pena bufera la vertenza Fincantieri (ne riferiamo in dettaglio nelle pagine nazionali), con l’inasprimento delle tensioni tra Fiom Cgil da una parte - la parte sbagliata - e Fim Cisl e Uilm Uil, sotto la spada di Damocle del boicottaggio del varo delle navi Costa Pacifica e Costa Luminosa, in programma il 5 giugno. Fermissima, in ogni caso, la reazione della Fim: «Siamo pronti a fare tutto il possibile - scrive testualmente il segretario ligure Tiziano Roncone - perché la consegna si faccia». A ogni costo, perché a pagare non sia chi lavora davvero. Pessime indicazioni, infine, anche dal mondo della comunicazione: Telegenova, emittente storica di proprietà di Eurotelevision del gruppo di Raimondo Lagostena, impegnata da tempo in un profondo processo di rinnovamento del palinsesto e degli organici che aveva già ottenuto buoni riscontri, ha preannunciato l’esubero di 13 dipendenti su 24. Oggi è in programma un incontro della proprietà con i sindacati, per tentare una mediazione. Che appare, neanche a dirlo, difficilissima.