«Un giorno da pecora» d’estate è pure meglio

Come aperitivo serale, era saporitissimo. Di quelli con la salsina al tabasco, i pistacchi belli carichi e le patatine alla paprika. Però, nonostante tutti questi sapori forti, comunque gradevole. Anzi, una volta che l’hai provato, quasi indispensabile, come una di quelle necessità indotte (chesso io, il telefonino dieci anni fa) di cui non riesci più fare a meno. Ecco Un giorno da pecora funzionava (e continuerà a funzionare da settembre) proprio così, anche nella versione serale in onda fino a qualche giorno fa dalla Versiliana. E lo stesso discorso si può fare anche per la sempre più puntuta Zanzara di Giuseppe Cruciani in onda su Radio24, su cui torneremo nelle prossime settimane. Anche perché sono prodotti radiofonici in qualche modo analoghi, ma anche con differenze molto nette e raccontarli insieme sminuirebbe entrambi. E allora oggi dedichiamoci a Un giorno da pecora sotto l’ombrellone. Che, se possibile, funziona ancor meglio della versione tradizionale: perché Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro, in qualche modo, sono in pieno entusiasmo pre-vacanziero, un po’ come i militari quando erano «fantasmi», agli ultimi giorni di naja, e quindi rendono ancora meglio. Senza più freni, qualora mai li avessero avuti. Ma il vero successo del programma fiore all’occhiello di Radiodue, quasi una medaglietta quotidiana per il direttore di rete Flavio Mucciante, sono i politici. Che, anche loro, come i conduttori, con l’arrivo dell’estate, funzionano meglio, a parte qualche eccezione irrecuperabile, di quelli seri per contratto per dimostrare di guadagnarsi il posto in Parlamento o al governo o di quelli che si ritengono obbligati a «fare i simpatici», soprattutto se non lo sono. L’estate, invece, è stagione radiofonica da simpatici veri: su tutti, gli europarlamentari pidiellini un po’ eretici Iva Zanicchi e Gabriele Albertini, ma anche Licia Ronzulli. Radiofonicamente perfetti. Galletti strasburghesi.