Il giorno del ricordo condiviso rovinato dal convegno dei «negazionisti»

Memoria e polemiche. La giornata dedicata ai martiri delle foibe è scivolata via con un ricordo condiviso e trasversale fin quando, in serata, si è scatenata la polemica su un convegno «revisionista» organizzato per oggi dai collettivi studenteschi all’Università La Sapienza. «Il tentativo di voler giustificare storicamente l’assassinio dei nostri connazionali dovrebbe indignare tutti e l’Università, compresa la facoltà di Lettere, non deve prestarsi a strumentalizzazioni politiche», ha protestato Francesco Pasquali, coordinatore nazionale dei Giovani per la Libertà.
Peccato. Perché per tutta la giornata di ieri la città aveva ricordato la tragedia delle foibe e l’esodo di istriani, fiumani e dalmati con toni vibranti e senza divisioni politiche. Il sindaco Gianni Alemanno ha dapprima deposto una corona d’alloro all’Altare della Patria e quindi presenziato al consiglio straordinario dedicato agli esuli nell’Aula Giulio Cesare. Un’occasione per ascoltare testimonianze della persecuzione dalle voci di chi le subì in prima persona. Come Mirella Ostrini, che oggi ha 73 anni e vive nel quartiere Giuliano-Dalmata ma ne aveva solo 6 quando dovette lasciare Zara con la sua famiglia. «Mi sono salvata perché siamo partiti prima del giorno stabilito, su un piroscafo che, per fortuna è stato uno dei pochi a non essere affondato», ricorda.
Alemanno ne ha approfittato per chiedere «una nuova legge per il pieno risarcimento degli esuli, che non vi restituirà quelli che sono morti e non ripagherà lo strazio incredibile subito da tanti italiani». Il presidente del consiglio comunale Marco Pomarici sottolinea invece un altro aspetto pratico: «Ancora moltissimi cittadini italiani a tutti gli effetti, perché nati in Italia, risultano ora apolidi o addirittura stranieri perché non sono ancora stati aggiornati i database. Questo comporta gravi disagi per la mancanza del codice fiscale indispensabile per l’assistenza sanitaria. Le istituzioni devono qualcosa a questa gente, personalmente seguirò la vicenda e le darò tutto il risalto possibile». Ma anche in Provincia si è ricordato l’olocausto dimenticato dai libri di storia, con la proiexzione a Palazzo Valentini, davanti a un pubblico formato da ragazzi delle scuole superiori di Roma e dell’hinterland, di un documentario. «È importante costruire una memoria condivisa dell’Italia», ha detto il presidente Nicola Zingaretti.