Il giorno dopo della Samp con l’incubo mercato

Il ritorno alla realtà. La Sampdoria volta pagina e per farlo non c’è occasione migliore che concentrarsi sul prossimo inizio del campionato di serie A. Domenica sera contro la Lazio al «Ferraris» c’è occasione per smaltire la rabbia post eliminazione dalla Champions League ma anche tanti incertezze sulla formazione visto che dopo il Werder Brema Tissone resterà fuori un mese per lesione muscolare al flessore della gamba destra, mentre Ziegler, Cassano e Semioli risentono di affaticamento muscolare.
La vera incognita per la Samp è ancora quella del calcio mercato che chiuderà il 31 agosto. Fino a martedì i tifosi blucerchiati dovranno abituarsi alle voci che rimbalzeranno da ogni parte d’Europa. Fallita la qualificazione alla principale competizione europea, è probabile che qualche grande club possa tentare le stelle blucerchiate Palombo, Poli e Pazzini. Il trasloco degli assi portanti della squadra di Di Carlo, tuttavia, potrebbe verificarsi verso l’estero oppure, se in Italia, in direzione Juventus visto che i giocatori che hanno giocato nelle due gare contro il Werder non potranno essere a disposizione per altre squadre che disputeranno la Champions. Improbabile che Inter e Milan investano per giocatori part time. Oggetto del desiderio di molti club di punta è sicuramente Giampaolo Pazzini: in primis per la Juve di Marotta con la quale, però, Riccardo Garrone non vuole nemmeno trattare. Bisognerà stare attenti ad Inghilterra e Spagna dove club ambiziosi hanno ancora possibilità di spendere cifre significative.
Dal mercato al campo perché domani alle 13 la Samp comincia l’avventura in Europa League. I doriani vengono ammessi alla fase a gironi nelle quali non potranno incontrare altre italiane. Si tratta di quattro squadre per sei partite: le prime due classificate passeranno ai sedicesimi di finale.
Intanto, ieri la società ha voluto ringraziare tifoseria e squadra per la comunque splendida notte di martedì: «È il momento dei saluti. L’abbiamo sognata, accarezzata, toccata, ma la salutiamo. Salutiamo la Champions League, i gironi, le stelle, quell’inno che ci ha fatto correre i brividi lungo la schiena - si legge sul sito sampdoria.it -. La salutiamo nel modo più atroce e beffardo di tutti, quasi all’ultimo minuto, dopo aver dimostrato di meritarla, di poterci stare, di poter tornare grandi tra le grandi d’Europa e dunque del mondo. L’avremmo meritato, tutti, nessuno escluso. (...) Encomiabili a Brema, struggenti ieri notte, l’avrebbero meritato i suoi tifosi. Unici, inimitabili, ancora lì, a cantare, ad applaudire i loro eroi sfortunati malgrado una delle beffe più atroci della nostra storia. Distrutti, con la morte nel cuore. Spontanei, innamorati, senza nemmeno più le lacrime, ma pervasi da un orgoglio immenso. A loro, a mister Di Carlo e ai suoi ragazzi ci sentiamo di dire grazie comunque. Per averci creduto, per esserci stati. Per non smettere di sognare di poterci ritornare». Ieri a Bogliasco sono stati un centinaio di tifosi a ringraziare con uno striscione: «Si può vincere contro tutti, non contro il destino. Grazie ragazzi».