Il giorno dopo lo spoglio delle urne nella Repubblica tedesca i vertici di Forza Italia traggono conclusioni incoraggianti dal capovolgimento della situazione «Si vince con l’impegno, non coi sondaggi» Cicchitto: «Le elezioni in Germania dimostrano ch

«In Italia per cambiare servono la piena intesa nella Cdl e la disponibilità dell’opposizione»

Fabrizio de Feo

da Roma

La «lezione tedesca» piace al centrodestra e accende improvvisi propositi di rimonta. A colpire l’immaginario della Cdl non è, ovviamente, il pareggio tra le due coalizioni, il grande stallo, il papocchio dell’ingovernabilità prodotto da una legge elettorale elevata a modello fino a poche settimane fa e ora finita sul banco degli imputati. Ciò che piace è piuttosto lo sbriciolamento di un vantaggio apparentemente incolmabile, quello di Angela Merkel, e lo schiaffo irridente e sonoro inflitto ai sondaggi che avevano trasformato l’appuntamento elettorale tedesco nella cronaca di una vittoria annunciata. Un ribaltamento delle previsioni che fa dire a diversi esponenti della Cdl che in politica i sondaggi non sono mai uno specchio fedele della realtà. Come dire che lo «sconfittismo» insinuatosi nel centrodestra non è un male incurabile ma un’ipocondria guaribile con la terapia della coesione.
È su questo canovaccio che si muovono i commenti del giorno dopo, con parallelismi un po’ spericolati e letture del voto tedesco piegate alle esigenze dei vari partiti. Pier Ferdinando Casini, ad esempio, guarda a Berlino ma pensa a Roma facendo suo l’elogio della discontinuità. «Ognuno fa la discontinuità come può, a modo suo. Schröder l’ha fatta» dice il presidente della Camera. «Schröder ha avuto il coraggio - osserva Casini - di introdurre un atto di novità in una coalizione che aveva i giorni contati, per cui tutti avevano già suonato il de profundis. Questo vuol dire che il risultato delle elezioni si vede il giorno dopo e non il giorno prima. Dunque se c’è volontà, coraggio di cambiare, determinazione anche le cause disperate possono essere ribaltate». Mario Baccini, a sua volta, trasforma il verdetto tedesco in uno spot a favore del ritorno al proporzionale. «Le elezioni tedesche hanno dimostrato la ragionevolezza della nostra proposta di una nuova legge elettorale con premio di maggioranza» dice il ministro per la Funzione pubblica.
La lettura «filo-proporzionalistica» dell’Udc, però, non viene certo sposata con entusiasmo da parte di An. «Il voto tedesco ci dice che il proporzionale è sempre più una lotteria. E non è casuale che la sinistra esulti di fronte a un voto che rende instabile il governo di una nazione - fa notare Francesco Storace -. Il proporzionale tedesco rappresenta l’àncora di salvezza per chi vuole stare al governo comunque». Un vizio che non potrà essere in alcun modo «proiettato» sulla legge elettorale attualmente in discussione. «Credo che ci sia poco da discutere. L’apertura che abbiamo fatto noi di An rispetto all’emendamento Udc è stata straordinaria. Mi sarei aspettato un grazie da parte dei nostri alleati. Non ci si può chiedere anche il sangue».
Se il ping-pong An-Udc continua, Forza Italia si stacca dalle polemiche e punta a rimotivare la squadra di governo. «Dal risultato tedesco viene confermato che la Cdl deve battersi con determinazione per vincere perché, al di là dei sondaggi, nessun esito elettorale è mai scontato fino alla fine» dice Fabrizio Cicchitto. Un concetto ripreso da Sandro Bondi. «Le elezioni tedesche hanno mostrato tutta la fragilità dei sondaggi e di questo è bene che tutti tengano conto: la partita elettorale si gioca nelle ultime settimane, decisive per il voto degli indecisi» dice Sandro Bondi. «Una cosa è chiara: in Germania lo scontro è stato tra due opzioni riformiste. Va dato atto a Schröder di essersi accreditato come riformista per aver scelto di non allearsi con la sinistra massimalista di Lafontaine. Ciò è esattamente quanto Prodi non ha fatto e non farà, avendo scelto di stringere un’alleanza vincolante con Rifondazione».
Sullo sfondo la maggioranza continua il confronto interno sul proporzionale. E l’Udc presenta un sub-emendamento alla proposta di modifica sulla quale, nei giorni scorsi, la maggioranza aveva trovato l’intesa. Il sub-emendamento prevede il mantenimento della soglia del 4%. Ma puntualizza che nel computo per il premio di maggioranza siano calcolate anche le forze che non superano lo sbarramento del 4 per cento. Una soluzione poco gradita ad An che appare destinata ad allargare ulteriormente la distanza tra gli alleati dell’ex subgoverno.