«Un giorno gli stimoli in moto potrebbero mancare»

A tenerlo fin qui lontano dalla F1, più che il timore di una brutta figura, è stata la paura di perdere tempo. Di trovarsi, cioè, catalputato a suon di sponsor nel dorato (ancor più del suo) mondo di Ecclestone & C. per scoprire che al massimo, su quattro ruote, è solo un onesto mestierante del volante: un Heidfeld, un Pizzonia, un Albers. Nomi tutt’altro che poetici o vittoriosi.
Per cui meglio provare e riprovare: perché il test organizzato ieri a Fiorano, e durato l’intera giornata (80 i giri fatti), non era una comparsata, bensì il primo di una lunga serie di prove che si ripeteranno a partire dalla fine del motomondiale. Statene certi: fra un anno esatto, di questo periodo, il fenomeno di Tavullia avrà raccolto così tanti dati riguardo sé medesimo pilota di F1 da poter finalmente, e serenamente, decidere se restare imperatore dell’impennata o andare a caccia di enormi e difficili stimoli nel Circus. E con la Ferrari. Perché difficilmente si lascerà tentare da altri team, anche d’alto livello. Valentino, nel decidere alcuni passaggi della propria carriera, ha infatti sempre messo davanti l’amicizia, e di amicizia, o comunque di un ottimo rapporto, si tratta anche in questo caso e con qualche esponente di spicco della squadra corse della Rossa. Questione di pelle, d’interessi comuni, di capirsi.
Valentino ha deciso di stringere i tempi quando ha compreso che, per lui, il titolo MotoGp 2005 era ormai solo questione di tempo (sarebbe il settimo, il quinto nella classe regina); e quando il rinnovo con la Yamaha era ormai definito (un anno, per non avere catene in caso di un passaggio alle auto). Rossi avrebbe anche ottenuto il via libera della Yamaha per provare quando e come vuole. Fra l’altro, il dottore non avrà neppure il problema dello sponsor tabaccaio che lo accompagna in sella, rivale di quello che segue Schumi sulla Rossa, in quanto dalla prossima stagione avrà un team sponsorizzato interamente da marchi personali.
Risulta anche che sarebbe stato proprio il dottor Rossi a chiedere o spingere per iniziare la serie di test, perché da tempo, alla schiera delle persone più vicine, ha fatto capire che un giorno «gli stimoli nelle moto potrebbero venire meno, e poi devo vedere se ho davvero il potenziale». Vale è infatti un uomo che vive soprattutto di stimoli e motivazioni: alla Honda li ha persi e ha trovato la Yamaha; con quello che ha vinto e fatto alla Yamaha potrebbe perderli presto. Per cui, un’altra occasione rampante e succulenta come il cambio generazionale lentamente messo in atto dal Cavallino, quando mai gli ricapita?