Il giorno dopo tutti ai piedi dell’attaccante azzurro. Valentino gli «invidia» i muscoli

Onora il padre e la madre. Mario Balotelli ha osservato il proprio comandamento, al termine di una notte che è diventata tutta sua. «La gioia più bella è stata abbracciare mamma Silvia, a bordo campo: c’era lei e ho fatto due gol, se domenica a Kiev viene anche papà (Franco, ndr), ne faccio quattro alla Spagna», così l’attaccante azzurro. Sbruffone e bambino, il mix perfetto nella notte di SuperMario. Elogiato, udite udite, dalla stampa britannica e da quella tedesca («Balotelli horror, finito il sogno della Mannschaft»).
Il suo tecnico al City, Roberto Mancini, ci ha puntato forte. Facendo i conti in più di un’occasione con il lato oscuro del suo carattere, finendo per litigarci e per metterlo in panchina un po’ di tempo. «Lo vedo tutti i giorni, ci lavoro, ma il merito diquanto ha fatto è tutto suo e della sua famiglia - dice il Mancio dopo la doppietta di Balotelli alla Germania -. Quando si è giovani a volte si fanno cose negative, ma poi arrivi a un punto in cui cambi direzione. Lui sa di avere enormi qualità, non può disperderle anche perchè la carriera non dura tanto sebbene lui sia giovane. Spero che la serata di Varsavia sia importante per il suo futuro. Pallone d’oro? È difficile dirlo, ma se vince da capocannoniere, dopo aver vinto la Premier League, ci potrebbe stare».
La cosa certa è che nonostante le sirene di mercato rimarrà al City: «Non penso che cederemo Mario, non lo pensavamo prima, non lo abbiamo mai pensato - sottolinea il tecnico italiano -, il club ha fatto un investimento importante due anni fa, poi al City i tifosi lo amano quindi...». La conferma arriva dal suo agente Mino Raiola: «La scorsa notte mi sono arrivate tantissime richieste da Cina, Stati Uniti, Africa e posti del mondo che neanche conoscevo, ma Mario è molto lineare nelle scelte che fa, quando sposa una scelta la segue. Con lui abbiamo sempre detto che volevamo restare 3 o 4 anni in Inghilterra e così sarà».
Intanto Concesio, il comune bresciano all’ingresso della Valtrompia dove Mario Balotelli vive con i genitori sta celebrando il suo exploit: «Non è proprio come viene dipinto, è un bravo ragazzo e la sua famiglia un esempio per serietà e valori - così il sindaco Stefano Retali -. Mario è diventato il simbolo di un’Italia vincente, l’Italia del futuro, fatta di integrazione e di accoglienza».
Il festeggiamento di Balotelli dopo il secondo gol (ha tolto la maglietta mostrando il suo fisico statuario, ndr) ha fatto arrabbiare qualche compagno di nazionale. «Avrà visto il mio fisico ed è diventato geloso...», la battuta dell’attaccante. «Balotelli? Un fuoriclasse, sono molto invidioso del suo fisico! Quando si è tolto la maglia, ho capito perché la Fico piangeva!», scherza Valentino Rossi da Assen, dove oggi correrà il Gp d’Olanda del Motomondiale, riferendosi alla ex fidanzata del giocatore azzurro. La cui statuina finirà ora nel presepe di San Gregorio Armeno. Come altri grandi campioni.