Giovanardi all’Unione: adesso la Lega non è più secessionista

da Roma

I ministri della Lega sono «assolutamente compatibili con il governo repubblicano del nostro Paese». Il responsabile dei Rapporti con il Parlamento Carlo Giovanardi ha così risposto ieri all'interpellanza avanzata alla Camera da vari esponenti del centrosinistra in merito alla contestazione che gli europarlamentari del Carroccio hanno inscenato lo scorso 5 luglio al Parlamento europeo contro il capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi. Giovanardi ha comunque stigmatizzato l'episodio («da condannare con ogni decisione») e ha espresso «solidarietà affettuosa» al presidente della Repubblica.
Ma il ministro nel proprio intervento ha voluto soprattutto sottolineare le «ambiguità» del centrosinistra nei confronti del fenomeno leghista. Giovanardi ha infatti ricordato che negli anni '90 «la sinistra vezzeggiava la Lega quando riuniva il “Parlamento del Nord”, quando predicava la secessione, e Luciano Violante, da presidente della Camera accettò che il gruppo del Carroccio si desse la denominazione di “Lega Nord per l'indipendenza della Padania”». Il ministro ha rimarcato come «la Lega secessionista del '95 sia stata in questo Parlamento maggioranza, come forza politica decisiva, anche nel governo Dini nel '95». Ed è stata definita da Massimo D'Alema «il maggior partito operaio del Nord, una costola della sinistra».
Giovanardi ha rivendicato il fatto che proprio a partire dall’accordo elettorale precedente alle elezioni politiche del 2001 che ha legato il Carroccio al centrodestra, la Lega sia passata dalla fase «secessionista» a quella «federalista».
«Oggi - ha dichiarato Giovanardi - bisogna esprimere una certa soddisfazione per l'evoluzione della Lega. La secessione dei tempi del governo Dini non c'è più. I ministri della Lega hanno giurato fedeltà alla Repubblica, riconoscendola pienamente e non contestando né la Repubblica né il presidente Ciampi».