Giovanardi: «Ingiustificate troppe richieste di arresto»

(...) del procedimento al fine di non istruire per l’Assemblea una materia ormai priva di attualità». E l’azzurro Maurizio Paniz mette nero su bianco il suo «consenso alla proposta del presidente».
Significa che abbiamo scherzato? Che la «domanda di autorizzazione a eseguire la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti del deputato Adolfo nell’ambito di un procedimento penale pendente nei suoi confronti per i reati di corruzione propria continuata, turbata libertà degli incanti e truffa, trasmessa alla Camera dei deputati dal giudice delle indagini preliminari presso il tribunale di Imperia» è carta straccia? Forse sì.
Succede che gli avvocati del parlamentare dell’Udc hanno letto l’ordinanza del tribunale del riesame in cui «è scritto - spiega il legale Alessandro Mager - che i capi d’imputazione a carico di Adolfo non sono supportati da gravi indizi di colpevolezza, condizione necessaria per disporre la misura cautelare. I giudici sono entrati addirittura nel merito della fondatezza delle accuse. E Vittorio Adolfo non doveva e non deve essere arrestato». Ora, le strade sono due: un’istanza al gip che aveva chiesto l’autorizzazione all’arresto del deputato Udc o la richiesta dell’intervento diretto della giunta delle autorizzazioni di Montecitorio. Adolfo e i suoi sono sicuri: «Dalla decisione del riesame emerge chiaramente che non solo non ci sono prove, ma neppure gravi indizi».
Quindi, se passasse questa impostazione, cadrebbe fin dall’inizio la richiesta di arresto, arrivata immediatamente dopo l’inizio della legislatura e l’elezione di Adolfo e a ridosso delle provinciali di Imperia, nelle quali poi l’Udc ha ottenuto una significativa affermazione.
Una richiesta, quella a carico di Adolfo, dirompente. Innanzitutto, perchè praticamente inedita per i parlamentari liguri. E poi perchè il secondo comma dell’articolo 68 della Costituzione («Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene nessun membro del Parlamento può essere arrestato o altrimenti privato della libertà personale, o mantenuto in detenzione, salvo che in esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna, ovvero se sia colto nell’atto di compiere un delitto per il quale è previsto l’arresto obbligatorio in flagranza») è stato invocato solo ottantacinque volte nella storia della Repubblica, per una quarantina di parlamentari, contando quelli con più di una richiesta a carico, e l’arresto concesso solo quattro volte. Per Moranino, Saccucci, Abbatangelo e Toni Negri.
Roba grossa. Che, come vi abbiamo promesso, seguiamo e seguiremo passo passo. E per la quale abbiamo chiesto un parere a Carlo Giovanardi, presidente della giunta delle autorizzazioni della Camera, e incidentalmente compagno di partito di Adolfo.
Onorevole Giovanardi? Perchè non avete ancora iniziato l’iter in giunta per la richiesta di arresto dell’onorevole Adolfo? O del «deputato Adolfo», come preferisce il presidente Bertinotti?
«Perchè abbiamo deliberato di chiedere informazioni all’autorità giudiziaria per sapere se questa richiesta è ancora valida oppure no».
Non è una differenza da poco. Avete avuto risposte?
«Le aspettiamo».
E quindi che succede?
«Che l’iter sul caso Adolfo è sospeso».
E quindi che succederà?
«I casi sono solo due: o i magistrati ci diranno che la richiesta non è più valida. Oppure la giunta voterà sulla domanda di arresto di Adolfo».
Fuori la data.
«Noi delibereremo anche subito. Poi, tutto l’incartamento passa all’aula che - qualora fosse chiamata a votare - si esprimerà prima della pausa estiva dei lavori di Montecitorio».
Luglio?
«Anche giugno».
C’è un atto della Camera, che nel vostro terribile gergo si chiama «DOC.IV n.2», in cui in dieci pagine si dice perchè, secondo i magistrati, Adolfo andrebbe arrestato. Cosa ne pensa?
«Non l’ho letto».
Ma si trova anche su Internet!
«Non l’ho letto».
Ma Adolfo è un suo compagno di partito!
«Non l’ho letto».
Ma lei è il presidente della giunta delle autorizzazioni!
«Non l’ho letto».
Mi scusi, onorevole Giovanardi. Ma perchè non l’ha letto?
«Semplicemente perchè potrebbe essere inutile leggerlo. Se i magistrati ritenessero di ritirare la richiesta, quel DOC andrebbe direttamente in archivio».
Ma si sarà fatto un’idea di tutta la vicenda. Cosa ne pensa?
«Correttezza istituzionale vuole che non mi esprima sul caso. Ma, certo, posso dire che tantissime volte - in vicende di questo tipo - la richiesta di arresto si è rivelata ingiustificata».