Giovane anoressica obbligata a curarsi

Si sentiva «troppo grassa», e per perdere peso aveva deciso di smettere di mangiare. Un progetto a cui spesso ricorrono le teenager per tenersi in linea. Ma in poco tempo la studentessa diciottenne aveva finito col diventare anoressica. Così, quando in settimana si è presentata dal suo medico di fiducia, quest’ultimo si è spaventato per lo stato di deperimento in cui versava la ragazza. Spaventato al punto tale da dover ricorrere alle forze dell’ordine e successivamente alla magistratura, che ha disposto per la ragazza un ricovero forzato in ospedale.
È successo a Parabiago mercoledì. La protagonista, dopo aver messo in pratica il suo drastico proposito di dimagrimento, era scivolata nell’anoressia, facendo ricorso anche a strutture sanitarie specializzate. Con scarsi risultati, anche per la sua poca collaborazione. Ad un certo punto, forse spaventata da una situazione che andava precipitando giorno per giorno, si è fortunatamente rivolta al medico di famiglia.
Il dottore, viste le sue condizioni di salute, ha però deciso di intervenire in prima persona imponendo una scelta, finalizzata a salvare la vita alla studentessa. E infatti ha immediatamente telefonato ai carabinieri, e subito dopo in Procura a Milano chiedendo al magistrato di emettere un provvedimento per un trattamento sanitario obbligatorio. Richiesta subito accolta dal pm Alfredo Robledo, che in poche ore ha fatto scattare il provvedimento.
La giovane anoressica è stata prelevata e ricoverata in un ospedale del circondario di Legnano. Secondo l’Aba, il sodalizio che si occupa di anoressia e bulimia, è proprio quando il fisico si trova particolarmente compromesso che il giudice deve intervenire, costringendo una persona a sottoporsi alle cure necessarie. Diversamente si rischia l’omissione di soccorso. Positiva quindi l’azione del medico che ha fatto scattare il Tso, anche se la Corte di Cassazione, in un caso analogo, in passato aveva bocciato il ricovero coatto.