Il giovane direttore venezuelano torna a dirigere nella capitale per la rassegna di Santa Cecilia dedicata agli autori russi Sul podio il «fenomeno» Dudamel

Rivelatosi clamorosamente appena un anno fa con la direzione della Nona Sinfonia di Beethoven, eseguita nella cavea del Parco della Musica, torna a Roma Gustavo Dudamel, il venticinquenne maestro venezuelano considerato uno dei fenomeni musicali del momento. Arriva da Israele dove venerdì e sabato scorso ha tenuto concerti a Tel Aviv e Haifa. «Sotto le bombe - ha raccontato - si suonava una struggente e dolente partitura di Mahler, una scelta ad hoc, ma il concerto era non poco temerario, tuttavia ha fatto bene a me e a tutti i presenti perché ci ha fatto capire che la musica non ci abbandona mai, ci serve in qualsiasi momento. Il primo a non avere paura è stato il pubblico che affollava il concerto, sereno e fiducioso per il messaggio di pace che soltanto dall’arte può arrivare».
Dudamel sarà sul podio dell’orchestra dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia domani per la serie di concerti dedicati agli autori russi inaugurata dal maestro Antonio Pappano. Ha infatti in programma il Concerto n. 1 op. 23 per pianoforte e orchestra di Ciaikovskij e la suite del balletto Romeo e Giulietta di Prokofiev. Lo affiancherà il pianista Sergio Tiempo, anch'egli giovanissimo, ventiquattrenne, e anch’egli venezuelano.
Ex direttore musicale dell’orchestra giovanile venezuelana «Simon Bolivar», Dudamel è un pupillo di Claudio Abbado e Simon Rattle, ed è attualmente conteso dai maggiori teatri del mondo.
Ha recentemente aperto il 49esimo Festival dei Due Mondi di Spoleto alla guida dell’orchestra di Israele ed è atteso nel dicembre prossimo alla Scala per l’apertura della stagione con il Don Giovanni di Mozart.
Dudamel ha annunciato che sarà di nuovo a Roma il 14 settembre prossimo per dirigere, insieme a Claudio Abbado, ospiti dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia, l’orchestra «Simon Bolivar» di Caracas che per l’occasione intraprenderà la sua nuova tournee europea.