Giovane operaio in fin di vita accoltellato da un albanese

La vittima stava chiacchierando fuori da un bar a Cormano

Silvia Villani

Era uscito con dei colleghi per festeggiare un amico prossimo al matrimonio ma R.F., un operaio di 24 anni, a casa non ha fatto più ritorno. Il giovane, a pochi metri dall’ingresso del bar Ariete a Cormano dove si era dato appuntamento con gli amici è infatti stato accoltellato da un albanese ubriaco, già noto alle forze dell’ordine per porto e possesso di coltelli proibiti, risse e resistenza. Colpevole solo di essere stato presente quando un suo amico ha detto all’extracomunitario di «darsi una calmata» e di smetterla di infastidire i passanti, il ventiquattrenne giace ora in pericolo di vita in un letto dell’ospedale San Raffaele. A casa lo aspettano la moglie e una bambina di pochi mesi.
Era quasi mezzanotte e mezza quando, finito di festeggiare il futuro sposo, la compagnia del giovane operaio si era attardata a chiacchierare sotto i portici di piazza Pertini a pochi metri dal locale del centro città dove avevano trascorso la serata. Vicino a loro, altri avventori del bar, fuori per fumarsi una sigaretta e godersi un po’ di fresco. All’improvviso, le grida di R.A., un albanese di 27 anni, già espulso ma ancora in Italia perché diventato padre, sono risuonate nella piazza.
Il giovane extracomunitario, in preda ai fumi dell’alcol, aveva infatti incominciato a urlare frasi senza senso e a infastidire tutti quelli che si trovavano sotto il portico. Un amico del ventiquattrenne si è allora avvicinato chiedendo all’uomo di smetterla di importunare i passanti. Per tutta risposta l’albanese ha mostrato un grosso coltello da caccia. «Fatti i fatti i tuoi. Con me tu devi stare attento» - gli avrebbe detto l’immigrato. Quando però il giovane italiano gli ha ripetuto di smetterla, il ventisettenne si è avventato sul gruppetto di amici. Nella lotta R.F. è stato colpito a pochi centimetri dal cuore. Appena si è accasciato a terra l’extracomunitario ha tagliato la corda. Immediato l’intervento dei carabinieri della compagnia di Sesto San Giovanni, dei volontari della Cri di Cormano e dell’equipe di soccorso dell’automedica. Mentre l’operaio veniva trasportato al San Raffaele dove è stato sottoposto a una lunga operazione chirurgica, i militari hanno subito dato inizio alle ricerche dell’aggressore.
Grazie alla preziosa testimonianza fornita loro dai presenti e dagli abituali frequentatori del bar, gli uomini dell’Arma sono riusciti in breve a risalire all’identità del ventisettenne. La sua compagna, da cui ha avuto una figlia di tre anni, abita in via Roma a pochi metri dal locale. Nell’abitazione della donna, i carabinieri hanno sorpreso l’uomo mentre stava radunando le sue cose in una valigia per scappare probabilmente da amici o parenti. L’immigrato dovrà ora rispondere di tentato omicidio. In mano ai militari anche il coltello usato per colpire R.F: l’arma era stata abbandonata durante la fuga, in un cespuglio sotto casa.