Il giovane rampante che perse la guerra contro le zanzare

Dalle educatrici degli asili nido all’Ambiente (se sarà l’Ambiente), il passo è lungo. Ma lui lo farà volentieri. Nel senso che Paolo Massari giace (si fa per dire) da dodici anni in Consiglio comunale e a ogni valzer di assessori il suo nome gira. A vuoto. Almeno fino a ieri. Quando le sue buone maniere e una certa dimestichezza con gli argomenti più diversi, hanno convinto il sindaco Letizia Moratti a catapultarlo dalla (scomoda) commissione Scuola ed educazione al posto del fu Croci. «È stata proprio la Moratti a volerlo e quelli di Forza Italia (li chiamano ancora così) sono stati costretti a farselo andar bene», maligna un colonnello pdl. E così dopo essersi domandati «Croci, ma chi diavolo è costui?», i milanesi ora se lo domandano anche del novello assessore. Inutile andare nel suo sito Internet. Risparmiate la fatica perché l’ultima traccia lasciata porta la data del 26 maggio 2006 e la dicitura «Festa di chiusura della campagna elettorale». Stop. Passata l’elezione, gabbato l’elettore. Mica male per uno che insegna Public speaking al Mip (un Master del Politecnico) e fa il giornalista. Ovvero con la comunicazione ci vive. Anche perché lì risulta ancora «celibe», mentre dal più ufficiale «Bollettino per la pubblicità della situazione patrimoniale dei titolari di cariche elettive e direttive», risulta coniugato già nell’edizione 2006. Tacciano le malelingue. Perché Massari, prima di metter la testa a partito (sposando Olivia dalla quale ha avuto Beatrice), è stato consigliere di bell’aspetto e di una certa popolarità col gentil sesso. Una fama che ha provocato non pochi lazzi quando nel 2001, vicepresidente del gruppo di Fi, fu nominato presidente della commissione Pari opportunità. «Siamo alla farsa: è stato fatto presidente un uomo e per giunta poco qualificato», tuonarono l’oggi senatrice Marilena Adamo e la Moratti «cognata», Milly. Sull’uomo nessun dubbio, ma sulla sua conoscenza del genere femminile le battute si sprecarono. Non fece male. E nemmeno bene. Come su tutte le poltrone inutili. Peccato perché Massari, sempre elegantissimo, ha una laurea in Economia alla Bocconi e un esordio nel Giornale di Montanelli. Panorama, il Sole 24 ore e l’approdo a Mediaset in trasmissioni come Parlamento in e Secondo voi. Scoterista doc, una guerra l’ha già persa. Quella contro le zanzare. «Non per colpa mia, ma per le distrazioni degli uffici tecnici e l'irresponsabilità dei funzionari della Asl», si difese. Ora l’assessore è lui. Le zanzare sono avvisate.