Giovane turista stuprata in spiaggia. Fermato un minorenne

La vittima, una psicologa tedesca, era in vacanza col fidanzato. Diciassettenne catturato in chiesa al matrimonio del fratello. Caccia ai due complici

da Torre Annunziata (Napoli)
Una notte da incubo per un’altra coppia di turisti stranieri in visita nel nostro Paese. Due giorni dopo le violenze subite da una donna olandese a Roma, domenica notte una venticinquenne tedesca, Sandra, in vacanza col fidanzato, è stata stuprata su una spiaggia nel napoletano da tre delinquenti. Uno di loro, L. S., 17 anni, è già stato fermato. Suo padre, membro di spicco del clan Gionta, è in carcere da un anno per estorsione. Gli investigatori hanno bloccato il minorenne nella chiesa di Santa Maria della neve, a Torre Annunziata, mentre era in corso il matrimonio del fratello. Nel calzino il ragazzo aveva nascosta una pistola calibro 7,65. I pm della Procura per i minori di Napoli hanno firmato l’ordine di fermo con l’accusa di sequestro di persona a scopo di rapina e violenza sessuale. Continua la caccia ai suoi due complici.
L’incubo è iniziato la notte di domenica, quando i tre malviventi sono piombati in motorino sulla spiaggia di Rovigliano, alla periferia di Torre Annunziata. Lì, dopo avere girovagato per l’Italia con la loro Ford Fiesta, Sandra e David, il suo ragazzo, avevano piantato la tenda da campeggio. «Cercavamo un posto dove ci fosse il mare per trascorrere la notte», ha raccontato poi la ragazza in lacrime. Bella, capelli biondi, occhi turchesi, professione psicologa. Accanto a lei il fidanzato David, 27 anni, laureando in meteorologia.
Ognuno dei tre stupratori impugnava una pistola. Sono entrati nella tenda, volevano i soldi. Magro il bottino: 50 euro e due telefonini. Ma, l’attenzione del gruppo si è presto concentrata sulla ragazza. L’hanno spinta con forza all’interno dell’auto e a turno l’hanno violentata. Nel frattempo gli altri tenevano bloccato il fidanzato, sotto la minaccia delle pistole. All’inizio David ha cercato di difendere la sua ragazza, ma è stato picchiato. Quando i tre stupratori sono scappati, i due giovani sono riusciti a raggiungere l’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia. Gli esami non hanno evidenziato violenze sessuali, ma non vuol dire assolutamente che la ragazza si sia inventata tutto. La polizia scientifica, diretta dal vicequestore Fabiola Mancone, con lo strumento del «crimescope» ha evidenziato all’interno della Ford Fiesta delle tracce biologiche che verranno comparate con quelle dell’indagato. La coppia ha riconosciuto uno dei tre stupratori attraverso una foto segnaletica. «È lui», ha detto subito Sandra, e David ha confermato. Gli investigatori sapevano dove trovarlo, nella chiesa di Santa Maria della neve, dove si stava sposando il fratello. Lo hanno preso sottobraccio due poliziotti del commissariato di Torre Annunziata e portato via. Poco dopo, in un confronto all’americana, Sandra e David lo hanno indicato come uno degli aggressori. L’accusato ha detto agli investigatori che l’arma gli sarebbe servita per festeggiare il fratello, dopo la cerimonia: «Volevo sparare qualche colpo in aria».
L’indomani il sindaco di Torre Annunziata, Giosuè Starita, è sembrato quasi voler riaccendere apposta le polemiche scatenate due giorni prima dal sindaco di Roma: «Certo, i due giovani turisti non sono stati molto attenti: hanno scelto un posto isolato - ha osservato -. Viaggiavano senza meta, un po’ all’avventura».
Le vittime, ancora sotto choc, sono rientrate nella loro città, Rostock, ieri pomeriggio. Prima di andare via, la ragazza ha ripetuto più volte: «A Napoli non torno più». Mentre le due vittime cercavano aiuto, nella spiaggia restava la traccia più evidente della violenza: la carcassa del loro cane. Ucciso, forse, soltanto perché abbaiava contro un branco di animali veri.
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