Giovane ucciso, Milano sotto choc De Corato: «La città non è razzista»

Il capo della mobile: «Ammazzato per futili motivi». I familiari: «Morte assurda, era un bravo ragazzo»

Massacrato a sprangate da due energumeni che, mentre lo colpivano, gli gridavano «negro di m....». Per alcune ore Milano vive nell’incubo di essere capace di un delitto a sfondo razzista. Ma il giallo viene risolto nel giro di poche e già a metà pomeriggio il capo della mobile Francesco Messina può dichiarare ufficialmente: «L’omicidio è stato determinato da futili motivi». Nessun movente xenofobo, dunque ma una banale confezione di biscotti rubata dalla vittima in un bar.
Ha infatti pagato la sua bravata con la vita Abdul Salam Guibre, nato 19 anni fa in Burkina Faso, ma residente a Cernusco sul Naviglio con la famiglia: padre, madre, due fratelli e due sorelle. Famiglia a postissimo, tutti regolari, anzi con la cittadinanza italiana. L’altra sera «Abba» è uscito con alcuni amici, un giro dei locali poi alle 4.30 la compagnia si divide al «Tiny» di corso Lodi. Qualcuno va a casa, mentre la vittima insieme a due amici John K., 21 anni, nato in Rwanda ma residente a Rho, e Samir R., 19 anni, origini africane, nato a Reggio Calabria, si dirige verso il Leoncavallo. Prima, la tappa fatale allo «Shining» di via Zuretti, dove i tre avrebbero rubacchiato alcune confezioni di biscotti. Una bravata che scatena la furia dei titolari del bar, Fausto e Daniele Cristofoli, padre e figlio di 51 e 31 anni entrambi con precedenti. I due inseguono il terzetto di amici, li raggiungono, insulti, accuse, poi lo scontro fisico. «Abba» viene colpito con una sprangata al capo. Morirà poche ore dopo al Fatebenefratelli. Più tardi, gli aggressori vengono arrestati. E ieri nel pomeriggio in ospedale, il pellegrinaggio di parenti e amici. «La morte di “Abba” è assurda» dice Zacaria, zio della vittima. «Era un ragazzo sempre gentile - racconta in lacrime l’amico Francesco -. Milano è una città violenta». Ma la città condanna. Sindaco in testa: «È un atto di vile crudeltà che non appartiene ai milanesi e alla nostra comunità - dice Letizia Moratti -, per storia e vocazione aperta invece alla tolleranza. Davanti al dolore della famiglia e degli amici di questa giovane vittima rinnoviamo il nostro impegno a non abbassare la guardia per isolare comunque ogni forma di violenza e di razzismo». Solidarietà alla famiglia arriva anche dal presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni. «Esprimo dolore - dice il governatore - e solidarietà alla famiglia per un omicidio che non ha giustificazione né ragioni». «Ringrazio Questore e Squadra Mobile che sono riusciti in poco tempo a individuare i responsabili del barbaro assassinio - aggiunge il vicesindaco De Corato -. E secondo la ricostruzione degli agenti l’episodio non ha nulla a che vedere con il razzismo, ma è stato originato da futili motivi». Per il capogruppo del Pd in Comune, Pierfrancesco Maiorino, si tratta di «un tristissimo episodio che dimostra quanto in questa città ci sia l’esigenza di contrastare il razzismo e la cultura dell’odio».