Il giovane ucciso per un piccolo furto diventa un simbolo

È una vicenda dai contorni ancora da definire quella terminata domenica scorsa con l’omicidio di Abdul Guibre, 19 anni, orginario del Burkina Faso con passaporto Italiano. In cella sono finiti i proprietari di un bar milanese, padre e figlio, Fausto Cristofoli, 53 anni, e Daniele, 31 anni. I due italiani avrebbe inseguito «Abba» e i suoi due amici convinti che il gruppetto gli avesse rubato l’incasso. Invece avevano preso solo dei biscotti. Da qui una violenta lite: da una parte padre e figlio dall’altra, secondo il racconto degli arrestati, altrettanto decisi Abdul e i suoi amici. Nello scontro Guibre è stato colpito a morte da una sprangata. E subito è stato preso a simbolo dalla retorica sul razzismo.