Giovane ucciso a pochi passi dalla fidanzata

I suoi amici lo hanno visto scomparire solo per qualche secondo. Quando è riapparso Roberto Intini, 21 anni, era in fin di vita. Accoltellato all’addome in un parcheggio di via Val Serio, a Montesacro, il giovane è morto lunedì poco dopo le 23 in ambulanza. Una storia piena di luci e ombre che i carabinieri del nucleo operativo di via In Selci, coordinati dal colonnello Fernando Nazzaro, stanno cercando di ricostruire. Ora è caccia all’uomo, probabilmente italiano, che lo ha ferito mortalmente.
Lunedì il giovane aveva trascorso la Pasquetta con alcuni amici, due uomini e tre donne, tra le quali la fidanzata. In serata erano andati a cena in un pub e tornando si erano fermati a parlare in via Val Serio, come accadeva spesso. Ad un certo punto l’attenzione del ragazzo è stata rapita da una persona che conosceva, che lo ha chiamato per nome. Roberto si è allontanato per una decina di metri, per pochi minuti. Pochi minuti durante i quali quell’uomo ha estratto il coltello e lo ha colpito allo stomaco, recidendo l’aorta.
I suoi amici hanno sentito un urlo lancinante. Quando il giovane è tornato indietro era ferito e sporco di sangue. Il poveretto è morto prima di arrivare in ospedale. L’assassino si è invece allontanato frettolosamente a piedi. Roberto viene descritto da tutti come un ragazzo tranquillo della media borghesia. Aveva studiato elettronica in un istituto tecnico di Roma e secondo gli amici aveva «una vita come tanti giovani della sua età». Amava scherzare e divertirsi, e adorava la musica. Al Nuovo Salario, dove viveva, i conoscenti lo descrivono come «un bravo ragazzo».
Eppure qualche ombra nella sua vita c’era. Gli investigatori, infatti, non escludono che il delitto possa essere nato in un contesto legato al mondo della droga. Sembra questa la principale ipotesi investigativa sulla quale stanno lavorando i carabinieri. L’omicidio si inquadrerebbe in uno scenario di consumatori occasionali di stupefacenti, ragazzi con la fedina penale pulita, che in maniera saltuaria, magari il sabato sera, diventano piccoli consumatori di droga.
Secondo gli elementi raccolti finora dai militari forse lunedì sera, prima di essere ucciso, Roberto ha avuto una lite proprio per alcune dosi ancora da pagare. Ieri i carabinieri hanno ascoltato anche il padre della vittima e sono tornati a sentire gli amici, alcuni dei quali minorenni, tutti studenti e lavoratori. Ulteriori dettagli potrebbero arrivare nelle prossime ore dalla lettura del tabulato telefonico del cellulare. Tra le chiamate fatte o ricevute dalla vittima potrebbe nascondersi, infatti, il volto dell’assassino. Roberto forse gli ha dato appuntamento per chiarire qualcosa. Ma quel qualcosa lo ha portato alla morte.