Giovane

Mille porte fa,
quand’ero una ragazza sola
in una grande casa con quattro garage,
una notte d’estate, se ricordo bene,
ero stesa sul prato
e sotto di me, increspato, il trifoglio,
e sopra, distese di stelle,
e la finestra di mamma un imbuto
da cui usciva calore giallo,
la finestra di papà, semichiusa,
un occhio da cui passa chi dorme,
e le assi della casa
erano bianche e lisce come cera
e milioni di foglie sbattevano
come vele sui loro strani gambi
e i grilli ticchettavano tutti insieme
e io, nel mio corpo nuovo fiammante,
non ancóra di donna,
facevo domande alle stelle
e pensavo che Dio vedesse veramente
calore e luce dipinta e gomiti
ginocchia sogni buona notte.