Giovani chitarristi in cerca di fortuna e di jazz

In provincia di Isernia una manifestazione per ricordare l’artista italoamericano e un premio per i giovani chitarristi

Fabrizio De Feo

Ogni anno Monteroduni, centro medioevale molisano non lontano dal confine con il Lazio, all’imbocco dell’alta valle del Volturno, rende omaggio al grande artista italoamericano Salvatore Massaro, in arte Eddie Lang. Nato a Philadelphia ma monterodunese di origine, ultimo di otto figli, diede un contributo fondamentale alla nascita e all’evoluzione del jazz nel mondo, inventando il moderno concetto di assolo. Una figura mitica, il primo virtuoso della chitarra jazz, cui fino al 6 agosto nei giardini del Castello Pignatelli è dedicato l’«Eddie Lang Jazz Festival».
Con la direzione artistica di Gegè Telesforo, voce radiofonica, personaggio televisivo e «scatter» di qualità, la rassegna quest’anno offre un programma vario ed articolato che vedrà la presenza di musicisti del calibro di Marcus Miller, John Abercrombie, Bireli Lagrene tra gli altri. Ma il festival, facendo onore a Eddie Lang, ripropone il concorso internazionale per chitarra jazz che premierà il miglior giovane chitarrista tra quelli selezionati. La kermesse si apre domani sera con la band di Marcus Miller, sicuramente una delle personalità più innovative del jazz internazionale. Il suo stile nel suonare il basso gli è valso il soprannome di «Superman of soul». Numerose le collaborazioni tra le quali indimenticabile quella con Miles Davis. Nel concerto di Monteroduni Miller presenterà l’ultimo lavoro discografico, «Silver Rain». Martedì sarà la volta di un fenomeno della chitarra: Bireli Lagrene che presenterà l’ultima fatica «Move». Altro chitarrista in scena mercoledì: John Abercrombie. Si presenta con una nuova formazione che ha tutte le caratteristiche della All Stars Band, infatti oltre all’autorevolissimo leader ci sono il violinista Mark Feldman (con cui Abercrombie si impegna in veri e propri dialoghi musicali), il contrabbassista Marc Johnson e il batterista Joey Baron. Giovedì è la volta del compositore, polistrumentista e cantante camerunense Richard Bona. Venerdì, spazio al jazz italiano con «3 From The Ghetto», una band che ruota intorno al bassista Dario Deidda e che vede la presenza di Fabio Zeppetella alla chitarra, di Alfonso Deidda al sax e di Marcello Surace alla batteria. A chiudere la manifestazione, Nils Petter Molvaer, un trombettista norvegese capace di filtrare rock, pop, funky e modern jazz. Una voce che viene dal freddo ma che ci porta a sconfinare nei territori lunari dell’atlante marocchino o nelle lande sconfinate del Pakistan. A conclusione dei concerti, in centro storico dopo mezzanotte jam session con Emanuele Basentini Quintet, con Emanuele Basentini alla chitarra, Carlo Atti al sax, Pietro Lussu al pianoforte, Pietro Ciancaglini al contrabbasso e Lorenzo Tucci alla batteria.
Orario di inizio 21.30; biglietti dai 10 ai 25 euro.