Giovani geni alle Olimpiadi di informatica

Problema: realizzare un programma che aiuti il custode del Pirellone a spegnere tutte le luci lasciate accese dai dipendenti alla sera, sapendo che egli ha disposizione degli interruttori speciali che azionano in contemporanea l’illuminazione delle finestre poste sulla stessa fila o sulla stessa colonna. Con grattacapi come questo si confronteranno ottanta studenti tra i 16 e i 20 anni che arriveranno da tutta Italia a Milano per le Olimpiadi nazionali di Informatica in programma al Politecnico a metà marzo.
Sono i cervelloni del computer che hanno superato le selezioni scolastiche e provinciali, il meglio dei diecimila ragazzi che si sono sfidati a partire dal novembre scorso a colpi di algoritmi e linguaggi di programmazione: ora li aspettano cinque ore di gara nazionale il prossimo 10 marzo da cui usciranno le cinque medaglie d’oro premiate il giorno successivo a Palazzo Marino. «Prevalentemente siamo autodidatti dell’informatica e forse questa è la nostra forza» dice Francesco Bonazzi, del liceo scientifico Leonardo da Vinci, uno dei quattro milanesi entrati in finale. Tra gli ottanta giovani «maghi del mouse» spiccano i 19 rappresentanti del Veneto e i 13 della Lombardia, ma anche la totale assenza di ragazze. «Queste competizioni hanno lo scopo di accendere negli studenti il gusto dello studiare: uno delle esigenze della nostra scuola è anche quella di promuovere i talenti - spiega Mario Dutto, direttore scolastico regionale -. Prossimamente proporremo Milano come sede dell’Olimpiade internazionale di Informatica».
Sì, perché le fatiche dei teenagers informatici non finiscono con l’appuntamento meneghino: i primi quindici classificati saranno allenati per un paio di settimane alla Scuola Normale di Pisa e sei di loro rappresenteranno l’Italia alle Olimpiadi Internazionali di agosto in Messico. Una competizione organizzata dall’Unesco che nel 2005 ha visto gareggiare 80 nazioni e in cui l’Italia ha raccolto tre medaglie di argento. «È un risultato importante perché l’informatica è ancora considerata una cenerentola nei nostri programmi scolastici» conclude Ivo De Lotto, presidente dell’Associazione italiana per l’informatica e il calcolo automatico.