Giovani miss in passerella per solidarietà

Ora la procura insegna anche alla polizia a fare il proprio mestiere. In vista delle manifestazioni per il decennale del G8 che inizieranno oggi con il ricordo di Carlo Giuliani, il procuratore capo di Genova, Vincenzo Scolastico, manda una lettera alla questura. E dice come si gestisce l’ordine pubblico: «Prima di far partire una carica, avvisate i dimostranti». Questo perché i devastatori della città, quelli processati e condannati per aver sfasciato Genova, hanno detto di «non essere stati a conoscenza delle azioni della polizia» o «di non avere fatto in tempo ad allontanarsi». Sennò avrebbero certamente ubbidito. Una lettera, quella della procura, che invade anche formalmente il campo. La gestione dell’ordine pubblico è competenza esclusiva del questore. Ma se i magistrati volessero decidere anche questo, probabilmente da parte dei poliziotti non ci sarebbe problema a offrire casco e manganello a qualche pm. Che si prenderebbe le eventuali botte e le condanne in caso di lamentele.
Forse anche di questo si parlerà oggi alle 15.30 all’hotel Sheraton, ad aprire il confronto. Con un solo obiettivo: quello di dove gli agenti iscritti al sindacato Coisp organizzano un convegno all’insegna della distensione. Ma anche con l’obiettivo di non sentirsi sempre dare degli assassini. Anche dalle istituzioni. Le gravissime parole del sindaco Marta Vincenzi per «schierare la città» dalla parte dei no global bruciano ancora. E poco importa se la prima cittadina le ha pronunciate perché alla disperata ricerca di quel consenso che non ha più. Come sempre le accade già da mesi, anche lunedì sera è stata pesantemente fischiata e contestata. Dai suoi compagni, dalla sua base, nella sua roccaforte, nel suo ambiente. Salita sul palco della festa per gli 83 anni di don Andrea Gallo, in un momento in cui le condizioni sembravano ottimali per un’ovazione, è stata sommersa dai fischi. I presenti hanno urlato chiedendo le sue dimissioni.
Quest’anno anche le sue dichiarazioni tutt’altro che distensive in vista del decennale del G8 non sono servite. A chi le ha fatto notare la poca opportunità di uno schieramento così netto dalla parte che comprende anche i devastatori della città, la sindaco ha peraltro «risposto» concedendo la cittadinanza onoraria al giornalista inglese di Indymedia Mark Covell. Così pure Vittorio Agnoletto ha dato il suo contributo a infuocare il clima, chiedendo che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si scusi a nome degli italiani per quanto fatto dalle forze dell’ordine. Dura la risposta di Gianni Plinio, responsabile sicurezza Pdl: «Se c'è qualcuno che deve chiedere scusa ai genovesi per i gravi danni questi è proprio il signor Agnoletto»