Giovani scapestrati a Marrakech

da Roma

La dolce ala della giovinezza torna a sfiorare il cinema italiano, che ormai, dopo il successo di cassetta ottenuto da Notte prima degli esami - Oggi e da Ho voglia di te, insiste sul filone adolescenziale. Stavolta è Last minute - Marocco, commedia leggera del toscano Francesco Falaschi (da domani nelle sale), a raccontare le disavventure di un padre separato (il credibile Valerio Mastandrea) alle prese con un figlio nell’età più difficile (Daniele De Angelis), che inevitabilmente finirà per combinarne di tutti i colori, salvo poi ritrovare se stesso nel classico lieto fine, ora di moda. Ad alzare un po’ il tono di un racconto di per sé semplice, al limite del banale, intervengono gli splendidi paesaggi del Marocco, esotico Paese in cui il diciassettenne protagonista sceglierà di trascorrere le vacanze estive, scansando così il solito raduno in montagna e anche i soliti amici.
Tra Oaurzazate e Marrakech, però, si aggirano ragazzi scapestrati come Andrea (Nicolas Vaporidis, abbonato ai ruoli da giovanotto tutto cannabis e «che-ne-sarà-di-noi»), che per il disadattato adolescente in fuga dal padre rappresenterà una valvola di sfogo. Tanto più che, ai due in cerca di canne, si uniscono Giacomo (il promettente Lorenzo Balducci) e il marocchino Samir (Jamil Hammoudi), una canagliola di professione spacciatore. E poi: ragazze carine, sia in forma di donna berbera truffata, sia sotto specie di fanciulla del Riff, le quali servono all’autore per introdurre il tema sociale dell’integrazione tra i popoli e tra i sessi. «Sono per la contaminazione e per il confronto: sotto un altro cielo i problemi delle persone si possono vedere meglio», spiega Falaschi, regista di corti che, finora, è conosciuto per il lungometraggio Emma sono io. «Ho affrontato il tema del padre, che per me dev’essere autorevole e non un padre-amico, perché oggi se ne sente la mancanza», spiega l’autore, qui sponsorizzato dal ministero per i Beni culturali, dal dipartimento per lo Spettacolo, in una coproduzione italo-francese, dove c’entrano Raicinema e Sbs France.
Alla pellicola prende parte anche Maria Grazia Cucinotta, apparendo fugacemente nel ruolo di Valeria, madre ansiosa e rompiscatole. «Spero di non essere, nella vita vera, una madre così ossessiva», auspica l’attrice e produttrice, che presto darà il via a un corto tutto siculo, dall’interprete (Simone Catania) all’ambientazione. Più svagato, Mastandrea parla di esagerazione del filone giovanottesco e spara: «Non si educa il pubblico con questi film. Il cinema commerciale deve esistere, ma qui, col contesto light, si rischia l’omologazione. È come se ci fosse il mestiere del giovane! Mi piace, invece, pensare a film come Nemmeno il destino di Gaglianone, dove il disagio giovanile è narrato con toni non superficiali». Dal canto suo, Vaporidis, avendo imbroccato la vena giusta, come attore leggero, quasi un alter ego del regista Fausto Brizzi, ribadisce: «Sono felice d’aver interpretato il libertino in una commedia gentile che, con i suoi toni lievi, riesce a parlare di cose drammatiche, come l’uccidere il padre, in senso freudiano».