Giovani talenti in concerto all’ora di pranzo

Questa mattina in programma Schumann e Debussy

Piera Anna Franini

Musicisti si diventa sui banchi di scuola, in Conservatorio, seguendo lezioni di armonia, storia della musica, musica d’insieme ovviamente di strumento. Quanto alla capacità di tenere testa alle ansie da prestazione in pubblico, be’, questo lo si impara strada facendo: lavorando sul campo, che per un musicista è il palcoscenico. Solo la regolare frequentazione del pubblico, unita a un certo grado di self control (anche questo maturabile con la pratica), trasforma gradualmente l’allievo in concertista. Il discorso fila liscio come l’olio, ma la regola non è poi così semplice da applicare: difficile, per un ragazzo, individuare le opportunità per misurarsi con lo spettatore aldilà del saggio di fine corso. E proporsi in pubblico può divenire un vero incubo.
Il Conservatorio ha deciso di mettersi in gioco anche su questo fronte creando nuove opportunità di performance in pubblico. Oggi si tiene il secondo appuntamento della rassegna Concertiamo!, ciclo di concerti del martedì. S’è optato per la informalità di una pausa pranzo, fra le 12.45 e le 13.45, pensando così a brunch concerto. Iniziative che rappresentano la normalità nelle metropoli dove «almeno musicalmente» si respira vera aria metropolitana, il caso di Londra per fare un esempio, ma che ci auguriamo possano fare presa anche a Milano. Concerti-vetrina tenuti da allievi che a turno propongono brevi esecuzioni. La bontà dell’esito è assicurata dal docente che si assume la responsabilità di dare o negare l’ok all’allievo. E poiché nell’era della comunicazione «vera o paventata» anche l’interprete è chiamato a gettare ponti con chi siede in platea, ogni esecuzione è preceduta da una presentazione realizzata dagli stessi interpreti.
Quest’oggi i tre studenti in gioco sono tutti pianisti: Alice Baccalini, Letizia Magni e Enzo Sartori. I brani in programma si ritrovano nel repertorio di un concertista navigato. La Baccalini si presenta con la Sonata op. 22 di Schumann, brano musicalmente e tecnicamente ardito e in particolare se suonato a freddo, senza i preliminari nonché classici pezzi sciogli dita e tensione. Salto nella Francia di Debussy con Letiza Magni che eseguirà pagine da Estampes e alcuni Préludes. Chiusura novecentesca con Sartori che di Prokofiev propone Giulietta, Capuleti e Montecchi, Mercutio.