Giovani talenti in gara Parte «Filmaker 2006»

Dal 22 novembre il Festival internazionale che ha lanciato registi come Giovanni Soldini

Patrizia Rappazzo

Venticinquesimo compleanno per Filmaker, il Festival Internazionale diretto da Silvano Cavatorta che prenderà il via il 22 novembre (Spazio Oberdan, fino al 29) e si protrarrà (cinema Gnomo dal 30 novembre) fino al 4 dicembre.
Particolarmente attento, da oltre dieci anni al documentario, il festival, che ha guadagnato nelle ultime dieci edizioni il suffisso doc, ha contribuito agli esordi di registi come Silvio Soldini, Paolo Rosa, Daniele Segre e in anni più recenti di Giovanni Maderna, Michelangelo Frammartino e Alina Marazzi (di cui sarà presentato Per sempre, un documentario che indaga sulla scelta di alcune donne di vivere all'interno di comunità monastiche).
Filmaker Doc 2006 si articola in cinque sezioni tra cui Fuori formato, non competitiva con tre serate speciali dedicate a Piero Ciampi, Michele Gandin, alla città di Milano e a Giovanni Testori; Luoghi del femminile, progetto produttivo a cura di Train de Vie e FermoImmagin.
Accanto ad esse, l'ormai consueto Concorso Internazionale sui temi del lavoro e del sociale che presenta dodici film selezionati sulla base di circa ducentocinquanta titoli pervenuti a partire dal marzo scorso. Tra gli altri, in competizione, in lizza per tre premi (il primo 5.000 euro, il secondo, premio Fnac, e il terzo entrambi di 1.250 euro), La Peau truée di Julien Samani, girato dallo stesso regista al largo delle coste irlandesi che testimonia la routine quotidiana dell'equipaggio. Devenir di Loredana Bianconi, percorso intorno agli innumerevoli colloqui di chi cerca lavoro e che è valutato non solo per competenze ed esperienze, ma anche per l'aspetto fisico.
Workingman's Death di Michael Glawogger, documento in sei capitoli girati in diversi paesi (Ucraina, Indonesia, Nigeria, Pakistan e Cina) che racconta le condizioni di vita e di lavoro in diverse parti del mondo. Via dell'Esquilino di Daniele Di Biasio, girato in una scuola romana in cui la maggioranza degli studenti sono immigrati di tutte le età.
Di grande interesse anche la sezione Paesaggi Umani che presenta i film che hanno ottenuto dal Festival, da Club Vita e Vita non profit Magazine e da Kodak, un aiuto alla produzione tra cui Devota di Chiara Bollosi, che in una decina di minuti mette in scena un rapporto erotico via sms.
Scene d'interni con topo di gomma di Massimo Donati che documenta la quotidianità di due uomini affetti da sindrome di Down. E, vera chicca di questa edizione, il workshop con i fratelli Jean-Pierre e Luc Dardenne ( mercoledì 30 Novembre dalle 15.00 alle 19.00 presso l'Espace de projection - Le Centre culturel français de Milan), a cui è anche dedicata la retrospettiva La Fatica Del Bene E Del Male. Il Cinema Dei Fratelli Dardenne (dal 30 novembre al 4 dicembre), che presenta tutti i lavori dei due fratelli (con l'esclusione di Le chant du rossignol, andato perduto) mettendo in evidenza l'importanza della pratica documentaristica degli anni '80 nella definizione della poetica della maturità (a dicembre al Museo del Cinema di Torino).
Realisti nelle ambientazioni e nella definizione dei personaggi, i film dei Dardenne affrontano in primo luogo il difficile rapporto fra i padri e i figli, centrale in tutti i film. La seconda Palma d'oro - assegnata a Cannes 2005 per L'enfant - ha fatto di Luc e Jean-Pierre Dardenne delle star del cinema d'autore europeo. Ma sicuramente è dal 1996 quando esce La promesse, che il cinema dei due fratelli belga è riconosciuto come un modello di moderno cinema sociale.