Giovedì 23 aprile 2009

Il pedaggio sul grande raccordo anulare, ci risiamo. Periodicamente qualcuno si ricorda che su quei 68 chilometri di autostrada urbana che circondano Roma non si paga pedaggio e annuncia l’intenzione di provvedere al più presto. Ieri è toccato al sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti, Roberto Castelli, che nel corso di un intervento in Senato l’ha messa sul solidale: «Ho sentito molte volte appellarsi all’unità del paese e allora credo che anche sulle autostrade dobbiamo fare sì che tutti siano chiamati a dare un contributo per il loro utilizzo. E allora sulla Salerno-Reggio Calabria, quando sarà completata, e sarà completata, penso sia giusto chiamare gli utilizzatori a pagare un pedaggio. Come sia giusto farlo sul grande Raccordo anulare con un sistema, lo dico per tranquillizzare il sindaco Alemanno, che non farà pagare i romani, ma farà pagare i fruitori. Lo stiamo studiando e si può fare». «Il pagamento di questo pedaggio - ribadisce Castelli - credo sia giusto. Così come pagano a Napoli e Milano, anche coloro i quali transitano dal grande raccordo anulare possano fare questo. Così come sarà giusto un pedaggio logico ed equo sul Ponte quando esso sarà completato. Così come accadrà su tutte le altre opere autostradali del Paese».
L’idea a Roma non piace proprio a nessuno, anche se il pedaggio non sarebbe comunque richiesto ai romani. Il corod ei no si apre con il sindaco Gianni Alemanno, che taglia corto: «Mi dispiace per Castelli ma è assolutamente escluso che venga messo il pedaggio sul Grande Raccordo Anulare. Ho già parlato col ministro Matteoli che è d’accordo con me». Più articolata la reazione del presidente della Provincia Nicola Zingaretti: «La proposta del sottosegretario di far pagare un pedaggio a chi utilizza il Grande raccordo anulare di Roma è un’idea vecchia e malsana. Un provvedimento del genere non farebbe altro che penalizzare ulteriormente gli abitanti dell’area vasta intorno a Roma, colpendo le migliaia di persone che ogni mattina entrano nella Capitale per lavorare e studiare e che tutte le sere fanno ritorno a casa senza capire quindi che il Gra rappresenta un anello di congiunzione fondamentale tra l’area vasta e la capitale. Sono certo che, come già avvenuto in passato, questa idea cadrà nel vuoto come è giusto che sia». Per il presidente della Regione Piero Marrazzo, il pedaggio sul Gra «sarebbe una tassa sulla mobilità dei tanti pendolari». Infine il vicepresidente dei senatori Pd Luigi Zanda: «Oggi il Grande raccordo anulare è di fatto una strada urbana che serve ad alleggerire il traffico della città, da tempo arrivato oltre la saturazione. È evidente che in queste condizioni il pedaggio è una proposta assurda e inaccettabile».