Giovedì al cinema con un euro

Quasi centocinquanta eventi gratuiti tra mostre, concerti, laboratori, visite guidate, proiezioni e conferenze negli oltre cinquanta musei, monumenti, aree archeologiche e gallerie di tutta la regione: sono i numeri messi in campo dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali in Liguria per la decima edizione della «Settimana della Cultura: una festa per tutti».
Per sette giorni, da lunedì 25 a lunedì 31 marzo, anche i cittadini liguri avranno la possibilità di riappropriarsi del patrimonio artistico e culturale per un evento che quest’anno coincide con le festività pasquali: «Tutti luoghi normalmente aperti al pubblico che saranno gratuiti o, se convenzionati con comuni o altri enti pubblici, a prezzo convenzionto», spiega Pasquale Bruno Malara, direttore regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Liguria. «Si tratterà - prosegue - di un’occasione in più per entrare nei musei, per poter seguire rassegne cinematografiche e ricordare che questi luoghi sono sempre aperti e a disposizione anche nel resto dell’anno».
Tra gli eventi, presentati ieri mattina in una conferenza stampa a cui hanno preso parte i rappresentanti dei diversi enti ed istituzioni coinvolti, anche la possibilità di entrare con un euro nei cinema aderenti alla giornata di giovedì 27 marzo. A Genova l’occasione l’offrirà il Cineplex al Porto Antico.
Tante poi le iniziative locali nei diversi comuni della regione anche se la parte del leone spetta alla città di Genova, con la mostra di Valerio Castello a Palazzo Reale (visite anche alle tele nella chiesa del Gesù, agli affreschi nel museo di Sant’Agostino e del dipinto conservato nella galleria di Palazzo Spinola, in Santa marta e nel palazzo che opsita la Prefettura), l’esposizione degli argenti a Palazzo Spinola o la mostra «La Farina ha trentamila anni» allestita al Museo di Pegli.
Alla biblioteca universitaria in via Balbi mercoledì, giovedì e lunedì alle 17 conferenze su «Le carte dei fraveghi», «Il passato e il futuro di Palazzo Ducale secondo l’autore del reaturo» e «Giornali operai genovesi da Mazzini al socialismo».