Un giovedì da incubo In otto ore più pioggia che in un intero mese

Una giornata nerissima, come da anni non si ricordava. Resterà consegnato se non alla storia almeno alle cronache il giovedì in cui, in otto ore, a Roma piovuto più che in un intero mese. Dalla mezzanotte alle 8 di ieri, fa notare l’Osservatorio meteorologico del Collegio Romano, sono caduti 86,5 millimetri di pioggia, 10 in più del dato storico medio per l’intero mese di dicembre.
Abbiamo scelto questo dato, nella miriade di notizie tragiche, assurde, a volte quasi comiche che ieri si sono accumulate sulle nostre scrivanie, per cercare di sintetizzare quanto è accaduto ieri a Roma. Una donna morta, come riferiamo in altra parte di questo giornale. E poi allagamenti, auto bloccate, famiglie e quartieri isolati, centinaia di soccorsi. Lo stato di calamità richiesto dal Comune di Roma e accordato dalla Regione. L’unità di crisi disposta nel tardo pomeriggio dal sindaco Gianni Alemanno in collaborazione con la Protezione civile nazionale e comunale, presieduta per 24 ore a turno da ogni assessore. E la Cgil chiamata a un gesto di responsabilità e convinta da Alemanno a sospendere lo sciopero generale previsto per oggi. I trasporti pubblici saranno regolari, salvo iniziative isolate dei sindacati autonomi.
Elencare tutto quello che è successo a Roma ieri è impossibile. Dopo una notte di tregenda la mattina è iniziata con centinaia di strade allagate, il traffico bloccato quasi ovunque - malgrado i ripetuti appelli del sindaco e del prefetto a limitare al massimo l’uso delle vetture private -, mille vigili in più su strada, i vigili del fuoco chiamati agli straordinari per rispondere a tutte le chiamate di soccorso e costretti a chiedere aiuto anche ai colleghi di Umbria, Campania, Marche, Emilia Romagna e Abruzzo, la protezione civile impegnata con 180 squadre e con anfibi e fuoristrada, idrovore e motopompe e migliaia di sacchi di sabbia per sgomberare ove necessario e salvare le persone in difficoltà.Problemi anche sui trasporti, con i treni dall’aeroporto di Fiumicino che hanno registrato ritardi fino a 45 minuti, i treni in forte ritardo (il record spetta aun Monaco di Baviera-Roma giunto a Termini con 6 ore e 40 minuti di ritardo), il capolinea dei bus della stazione Tiburtina allagato e spostato all’altezza di piazza delle Crociate, traffico in tilt sul lungotevere e sulla Colombo, allagamenti e chiusure a Tor Tre Treste e su via Ostiense, i tram delle linee tranviarie 5, 14 e 19 impossibilitati a marciare e sostituiti da autobus. Allagata anche una parte di Villa Pamphili e la vicina via Vitellia, dove i residenti di un comprensorio sono stati bloccati per ore nelle loro abitazioni senza corrente elettrica e riscaldamento. I disagi sono continuati per tutto il giorno, malgrado il diminuire dell’intensità della pioggia, perché i vigili urbani sono stati costretti a chiudere molte strade in tutta la città.
Tante le persone che se la sono vista brutta. Tra esse una donna di circa 30 anni è stata trasportata in codice verde al Policlinico Sant’Andrea con evidenti sintomi congelamento dopo aver trascorso la scorsa notte in un rifugio per cani in via Settebagni trasformato in un acquitrinio gelido, non avendo voluto lasciar soli gli animali terrorizzati da lampi e tuoni. Un’altra donna, incinta di sette mesi, è stata soccorsa in mattinata dai vigili urbani e dal personale della protezione perché rimasta bloccata in auto in un sottopassaggio alla stazione Tiburtina. È incinta anche una dei venti dipendenti di un’azienda di arredamento in via Scorticabove, sulla Tiburtina, finita sotto 120 centimetri di acqua e soccorsi da un elicottero dei vigili del fuoco. Devono invece la vita al coraggio di due vigili del fuoco due persone rimaste intrappolate ieri mattina nelle rispettive auto in un sottopasso invaso dall’acqua all’Eur. I pompieri non hanno aspettato l’arrivo dei mezzi anfibi e si sono tuffati in due metri d’acqua per portare in salvo gli automobilisti. Minacciati anche i beni culturali. Il soprintendente archeologico Angelo Bottini ha denunciato una piccola infiltrazione sul Palatino. Infine il maltempo ha bloccato anche le sepolture a terra nel cimitero Laurentino-Trigoria, chiuso al pubblico per alcune ore.